sabato, 12 settembre 2009
Ok, allora questa orribile e afosa estate è finita. In realtà non è poi stata così orribile. Strana, direi. Piuttosto strana. E afosa, caldissima. Non so da voi, ma qui per giorni si boccheggiava dal caldo e non c'era tregua neanche la sera.
E poi, credo di averlo già scritto altre volte. Sono d'accordo con il mitico Bruno Martino: "Odio l'estate". A me piace l'autunno o al massimo la primavera.

E quindi salutiamo con ritrovato entusiasmo l'autunno che si avvicina.
Vorrei rassicurare quelli che si sono preoccupati quando hanno letto il mio ultimo post. Il pericolo ritorno dell'Essere Oblungo è stato scongiurato. A volte ritornano, ma a volte anche no... Grazie al cielo.

E' stata solo una settimana di metà agosto. Lei sta avendo problemi di salute e lui era rimasto molto solo. Cosi' gli è venuto in mente che avrebbe potuto passare qualche serata con me.
Ma per noi vale la teoria dei ricci. Troppo vicini ci si fa male. Bisogna mantenere la giusta distanza.E vederlo tutte le sere è stato un pò destabilizzante, ecco tutto.
Per fortuna, poi, abbiamo ripristinato le giuste distanze.

"Ho dato al mio dolore la forma di parole abusate che prometto di non usare mai piu'".

Lo prometto.



 
giammy alle 14:53 in: musica, vita
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lunedì, 17 agosto 2009
Mi sento inquieto. Mi sento come una nave che viaggia in mare senza timone. Mi chiedo come mai si debba percorrere tanta strada ma poi trovarsi sempre a ripassare nello stesso tortuoso sentiero.

E avrei voglia di parlare. Tanto. Avrei voglia di fermare qualcuno e raccontargli esattamente come sono andate le cose e come sono. Ma non so, forse arriva un punto in cui non si può più raccontare nulla perchè il silenzio è stato troppo forte, troppo lungo, troppo esteso e non ci sono parole per romperlo.

Non siate preoccupati per me. E' che in questi giorni tutto è così tremendamente uguale a quei giorni di quattro anni fa. E io sento che non c'è altro posto in cui andare a gridare nel vuoto, se non questo.
Perchè è qui che si sono sempre raccolte le mie urla quando nessun altro poteva sentirle e non conosco altro posto in cui poter continuare a conservarle se non questo.

Magari tra qualche giorno sarà tutto finito e di nuovo sembrerà tutto normale. Ma adesso, stasera, qui davanti a questo computer il mio cuore è terribilmente pesante e altro non resta che chiamare all'appello voi, che mi siete stati sempre a sentire e a sopportare. E avete continuato a chiamarmi, anche quando non avevo proprio voglia di affacciarmi su questa finestra. Avete continuato a lanciarmi i sassolini sul vetro, anche quando fingevo di non sentirli.

Io spero che questo ritorno quiggiù sia breve, brevissimo e indolore. Perchè, se così non fosse, vorrà dire che Lui sarà rimasto e che io avrò ancora bisogno di togliermi i pallini di piombo di dosso. E dovrò farlo qui dove il mondo di fuori è lontano, anche se sempre terribilmente vicino.

giammy alle 22:56 in: vita
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venerdì, 17 ottobre 2008

Guardavo l'ultima puntata di "Brothers & Sisters" e nella colonna sonora c'è questa canzone stupenda dei Coldplay che credo potrebbe diventare la canzone a tema di questo momento storico.

Le cose non vanno benissimo in questo periodo. Ma io non voglio credere di essermi perso,non ancora. Voglio continuare a scorgere gli spiragli di luce, voglio pensare che le persone da cui mi sento tradito stiano solo attraversando una fase e presto capiranno di non agire in modo esemplare.

Anche se perdo progressivamente fiducia nel genere umano. Anche se niente di ciò che accade mi sembra più inaspettato, perchè ormai mi muovo nell'ottica che dalla gente, sì, puoi aspettarti di tutto.

L'altra sera sono stato ad una festa. Una festa a cui non sarei voluto andare per non sentirmi, per un'altra sera ancora, un estraneo tra i miei amici.
La verità è che non riconosco più le persone che mi sono sempre state accanto. E' come se da un giorno all'altro me ne avessero messe accanto di nuove e io non avessi ancora avuto il tempo per abituarmi.
Tutti i discorsi fatti, tutte le dichiarazioni di principio, l'essenza stessa che rendeva quelle persone speciali ai miei occhi, puf, è svanita.
E' come quando stai cucinando e sfumi qualcosa con il vino. Il vino evapora all'istante e non è più vino. Lascia solo nel piatto quel vago retrogusto che ti ricorda che una volta quello era vino ma adesso, no, adesso non lo è più.

E poi siamo arrivati alla festa e c'era lui, l'Essere Oblungo. Tra tutti quelli che avrei potuto immaginare di trovare, lui non era neanche lontanamente nella mia immaginazione.
Era solo, nel vero senso della parola. Era venuto con sua madre ma non aveva intenzione di stare a tavola con lei. La sua ragazza era a casa. E mi si è subito appiccicato.
D'altra parte ero solo anch'io. Sì, ero arrivato con altra gente, ma erano i miei amici evaporati di cui non riconoscevo il sapore.

Abbiamo passato la serata vicini, seduti uno affianco all'altro. Lui si è preso cura di me ed io di lui. E io mi sono sentito un pò più al sicuro. Perchè almeno lui non ha perso il suo sapore. Dopo così tanto tempo l'ho ritrovato esattamente com'era e come ricordavo che fosse.
E' stato divertente parlare di cose successe anni fa, ritrovare lo stesso sorriso, le sue mani felpate e straordinariamente calde.
Il tempo ha lo straordinario dono di cancellare il male e lasciarti selezionare solo ciò che ricordavi fosse bello e sicuro.

E per un attimo ho anche pensato che avrei voluto baciarlo. Non perchè lo ami ancora, ma come se fosse stato uno di famiglia. Perchè ero sicuro che anche le sue labbra avessero avuto lo stesso, identico sapore.

Ho bevuto tanto quella sera. E mi sono sorpreso della mia reazione. Ormai il mio autocontrollo non sfugge neanche alle gradazioni alcoliche. Non una frase fuori posto, non un sms inviato alla persona sbagliata. Forse dipende dal fatto che mi sono abituato a non covare troppo a lungo le cose da sobrio. O magari è la consapevolezza che mettersi a nudo non vale la pena. Il giorno dopo tutti si trincereranno dietro al fatto che fossi ubriaco e faranno finta di niente. Allora meglio tenerseli stretti quei vestiti e lasciarli andare solo se ne vale veramente la pena e se sei di fronte a qualcuno che quella nudità vorrà gestirla e non ignorarla.
Per non fare come nella fiaba dei vestiti nuovi dell'imperatore, in cui l'imperatore girava nudo per la corte convinto di avere addosso degli splendidi abiti.

Quindi grazie a te, che quella sera mi sei stato vicino. Tu non puoi saperlo ma davvero ne avevo bisogno. Non sarai un Principe Azzurro ma sai fare benissimo ma Fata Madrina.

 

giammy alle 11:04 in: musica, vita, colpi di scena
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lunedì, 13 ottobre 2008

Avete letto "La Solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano?

No? Non fatelo allora. "Il caso letterario dell'anno", lo definiscono tutti. Ed effettivamente ha venduto tantissimo, credo stia vendendo ancora tantissimo.
Lo comprai, non molto tempo fa a dire il vero, con la convinzione che avrei letto un capolavoro, che mi sarei emozionato tanto.

Quello che ho letto è stato un bel compitino, scritto anche bene se vogliamo, formalmente corretto ma mai veramente convincente.
Una storia di amore, in un certo senso, di un amore arido, che non riesce mai completamente a travalicare  quella convinzione di essere soli al mondo e che l'unica forma di amore possibile sia quella di due solitudini, che si mettono insieme per riuscire a tollerare più lievemente di essere un insieme chiuso.

Gli ingredienti per un buon libro ci sarebbero tutti. Gli argomenti trattati sono molto alla moda. Lei anoressica, lui autolesionista. Ma non ci stacca mai dal clichè.
L'impressione generale che ne ho ricavato è che fosse una ricopiatura ben fatta di due libri veramente belli: "Ma le stelle quante sono?" di Giulia Carcasi e "Il Gioco dell'impiccato" di Imma Tirbau.
La scansione della storia con il doppio narratore, come nel libro della Carcasi. Gli elementi pulp e l'autolesionismo, come nello scritto della Tirbau.
Ma, contrariamente alle due brave scrittrici, Giordano non c'entra mai l'obiettivo, non coinvolge, non sconvolge, non racconta. Puro eserecizio di stile.
Questo, ovviamente, è quello che penso e, come tale, è opinabilissimo.

Mi è capitato spesso questi giorni di pensare a questo libro. Al titolo, più che altro, che credo resti la parte più interessante e affascinante di tutto. Cominci a leggere, poi, e ne rimani deluso.
Pensavo al fatto che mi sento così tremendamente "numero primo" in questi giorni, divisibile solo per uno e per se stesso. Circondato da tanti altri numeri ma sempre un pò fuori contesto, guardato anche sempre un pò con sospetto perchè gli altri numeri non capiscono tanto bene tu come intendi collocarti nella sequenza numerica. E non capiscono neanche perchè ti ostini a voler essere un pò sulle righe, a non volerti lasciar dividere per nessun altro numero. Non lo capiscono che se sei nato "numero primo" non è colpa tua. E' la tua natura, è così che sei fatto e proprio non puoi farci niente.

E pensavo anche alle notizie che mi sono arrivate oggi. Di amori che nascono e che si consolidano, di matrimoni fissati a breve, di una nuova coppia che nasce sulle ceneri di un'altra.
E, sia ben chiaro, non è che non sia contento per loro. Io sono contento per tutti voi, davvero. Perchè vi voglio bene (quasi a tutti) e possiate essere felici.
E' solo che viene da chiedermi se sia tutto davvero così necessario, se si debba davvero sempre seguire il clichè, se abbia davvero senso chiamare una persona "amore" dopo 15 giorni che la conosci, se farsi scattare la foto sguardo a sguardo aggiunga davvero qualcosa a una relazione e tante altre domande che non stiamo qui a farci.
A me certi amori sembrano proprio come il libro di Giordano. Delle abili ricopiature, degli esercizi di stile perfettamente riusciti che magari avranno anche un grande successo di pubblico. Ma a me non convincono, non del tutto almeno e, soprattutto, non adesso.

Ma questo, ovviamente, è solo ciò che penso io e, come tale, è opinabilissimo.

 

giammy alle 00:26 in: vita, domande, emozioni, notturno, polpettoni mentali
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lunedì, 06 ottobre 2008

Ho fatto un sogno stanotte. Un sogno bello e strano, come non ne facevo da tempo.


Ero il concorrente di un reality. In realtà non ero un semplice concorrente.
Era una specie di edizione speciale del reality, in cui erano stati richiamati i personaggi che più avevano rappresentato il programma e colpito il pubblico.
Io ero lì come una specie di guest star e ci saranno stati una quindicina d'altri concorrenti. Tutti mi salutavano con immenso trasporto ed  ero un pò frastornato.
Gli altri concorrenti mi salutavano e mi raccontavano episodi che riguardavano la nostra conoscenza.
La cosa strana era che non ricordavo niente. Guardavo quei volti, sentivo i loro nomi e i loro aneddoti ma non mi dicevano niente di niente.

E mi sembrava tutto così strano, perchè solitamente ricordo tutto e sono molto fisionomista. Ma a loro non importava che non mi ricordassi di loro, anzi erano quasi divertiti dalla cosa: "Il solito Giammy", dicevano "sempre svampito".
Quasi che non fosse strano, quasi che pensassero che fosse uno scherzo o li stessi prendendo in giro.

Prendevo posto sulla sedia che mi era stata riservata. E, accanto a me c'era un ragazzo che mi chiedeva se mi ricordassi almeno di lui. "Lorenzo", pensavo, "è Lorenzo". E qualcosa mi suggeriva che quel ragazzo mi era piaciuto ma che poi non l'avevo più visto.
"Sei Lorenzo, no?". E lui era tutto contento nel vedere che, almeno di lui, avevo memoria. E cominciavamo a parlare e mi teneva un pò la mano.
A me faceva piacere, in quella situazione in cui tutti mi erano estranei,  sapere che c'era almeno uno che non fosse uno sconosciuto, che non avevo dimenticato, che mi facesse sentire un pò più a mio agio.
"Ma poi l'ho vinto questo reality?", gli chiedevo sulla scorta della cerimoniosità che tutti, presentatore incluso, avevano nei miei riguardi. "Sì", mi diceva "due anni fa".

Passavano i giorni, la vita scorreva tranquilla, sembrava di stare in un campeggio con una struttura, le tende e tutto il resto. E a me sembrava parodistico il fatto che avessi scelto di partecipare, tra i tanti, proprio ad un reality ambientato in un campeggio. In campeggio. Non bastava andarci già a fare animazione ogni anno in campeggio, ci dovevo andare anche come concorrente?

Nel frattempo cominciavo a ricordarmi di tutti, di quando e come li avevo conosciuti e a sentirmi più in famiglia. E poi c'era Lorenzo con cui passavo gran parte del mio tempo.
E non passava molto prima che Lorenzo mi baciasse. Così, semplicemente, mentre eravamo seduti su una panchina di legno mezza scassata. Era un bacio molto semplice, pulito senza lingue rotanti e salive debordanti ma che mi trasmetteva una sensazione di calore immensa. Come se un vulcano quiescente si fosse riacceso dentro di me. E lo riconoscevo: era Amore, era il Disgelo, era La Vita.

Lorenzo mi confessava che era da tanto che avrebbe voluto farlo ma, no, non l'aveva mai fatto prima. Ma che aspettare, sì, ne era valsa la pena. Anche se ci erano voluti due anni. Due anni di attesa paziente e di gelo. Ma non era stato tempo sprecato.

E poi mi chiamavano dalla regia. Dovevo entrare in una stanzetta. Su cui c'era scritto il mio nome. Mi avevano spiegato che i concorrenti avevano il diritto di scegliere una persona da portare in quella stanza per passare del tempo da soli.
E dentro c'era un tizio. Uno di quelli di cui non ricordavo il nome. Ed era nudo. Nudo ed eccitato. Il suo corpo era piacevole e lo sguardo mi cadeva per un attimo sul suo membro inturgidito. Ma poi mi voltavo e mi dicevo che non avevo voglia di stare lì, perchè c'era Lorenzo e non mi interessava stare lì in una stanza con un puledro imbarzottito.

E tornavo da Lorenzo e dai suoi baci semplici e non troppo aerobici ma che sapevano provocare il Disgelo.

E poi mi sono svegliato. Avevo sulle labbra quel sorriso ebete che si ha quando si è sognato qualcosa di molto bello e che sembrava assurdamente reale. E sono andato a bere un sorso d'acqua. E mi sono detto che, sì, se l'avessi ricordato questo sogno, avrei voluto scriverlo sul blog.

Sarà che è tornata Maria De Filippi con "Uomini e Donne" e poi con "Amici", sarà che l'autunno sta portando fidanzamenti a sorpresa per molte persone che conosco, sarà dipeso da molte cose questo sogno imbarazzante e non voglio neanche fermarmi ad autoanalizzare la simbologia onirica di questo "episodio notturno".

Una cosa però la voglio dire. Che la Principessa Cretina che ancora alberga dentro di me ancora non si rassegna all'idea che, se sei omosessuale, l'unico posto in cui puoi andarti a cercare qualcosa è una chat room o una community in cui è tutto un piccolo florilegio di cazzi, culi e toraci in bellavista. In cui qualche volto c'è ma alla faccia fa sempre seguito almeno un cazzo, un culo o un torace perchè se non esponi la mercanzia raramente qualcuno ti cagherà.

La Principessa Cretina continua a credere negli incontri casuali. Continua a pensare che un giorno, in un posto qualunque, incontrerà il suo Lorenzo e sarà lui a salvarla e a risvegliare il suo cuore quiescente.

Questa ovviamente è l'opinione della Principessa Cretina. Perchè Giammy ormai non pensa all'amore e comincia a credere che per due uomini non ci sia normalità. Non ci sia andare a fare la spesa insieme, non ci sia mandarsi i messaggini di buongiorno e buonanotte, non ci sia camminare semplicemente per strada godendosi il venticello fresco che ti pizzica il viso. Solo un'estenuante e ripetitiva rassegna di cazzi culi e toraci. E visi, sì, qualche volta anche visi, ma cui fa sempre seguito almeno un cazzo, un culo o un torace.

Ma, si sa, La Principessa Cretina trova sempre il modo di farsi ascoltare, anche quando Giammy, ormai, non vuole più crederle.

 

P. S. Ringrazio quelle persone che ancora si fermano a commentare i miei post che appaiono ormai a cadenza stagionale. Grazie, sappiate che vi leggo e mi emoziono sempre, anche quando non mi manifesto.

P. S. A colonna sonora di questo post voglio mettere il video di una ragazza molto giovane e particolare che vive dalle parti.
A fine settembre nell'Ameno Paesello c'è stato un concorso canoro che lei ha vinto proponendo una canzone che io ho trovato molto bella e delicata.
Lei si chiama Erika Mou e la canzone è Oltre.

 

giammy alle 11:35 in: musica, vita, emozioni, cicli ormonali
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martedì, 08 luglio 2008

Quando ho visto questo video... ho riso... e subito dopo ho pianto...

Ho riso, perchè questo Matt deve essere un folle. Si è girato tutto il mondo e si è filmato in un assurdo balletto che sembra quello delll'anziano sindaco che nel cartone animato Guru Guru faceva l'assurda danza Kita Kita.
E perchè vedere tutta quella gente unita insieme da un'assurda danza liberatoria è stupendo...

Ho pianto, perchè avrei Voluto essere al posto di Matt. Girare il mondo, avere la sua faccia tosta, incontrare tutta quella gente e coinvolgerla in quella danza assurda.

 

 

trovo bellissima anche "Praan" la canzone di sottofondo... che non ho la più pallida idea di cosa significhi ma mi infonde energia positiva...

Matt, la prossima volta invita anche me a fare il balletto demente! Ci conto! 
Where the Hell is Matt? (2008) from Matthew Harding on Vimeo.

 

A.A.A.GGIORNAMENTO!

Ho trovato il testo di Praan... lo traduco in italiano:

Lo stesso flusso di vita che scorre nelle mie vene notte e giorno
Scorre attraverso il mondo e danza in misure ritmiche.
 
E’ la stessa vita che esplode di gioia attraverso la polvere della terra
Nei fili d’erba senza fine e irrompe in onde tumultuose di foglie e fiori.
 
E’ la stessa vita che è scossa nelle maree della morte e della vita.
 
Sento che I miei arti sono resi gloriosi dal tocco di questo mondo di vita..
 
E il mio orgoglio viene dal battito di vita delle età che danzano nel mio sangue in questo istante.
giammy alle 13:47 in: emozioni
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giovedì, 10 aprile 2008

I compleanni, per me, sono sempre una specie di verifica. Una giornata per fare il punto della situazione, vedere chi c'è, chi non c'è, chi pensa a te e chi no, chi avrebbe dovuto ricordarsi e non lo fa, chi non avresti mai creduto che si sarebbe ricordato e invece lo fa.
E' un giorno in cui faccio il punto della situazione, in cui mi interrogo sui rapporti che ho costruito e sulla traccia che ho lasciato nelle persone che conosco da una vita e in quelle che ho incontrato da poco. Perchè do solo l'impressione di essere un tipo "tosto" ma, in realtà, ho sempre bisogno di conferme, di sentirmi amato e considerato.

Quest'anno il mio compleanno era Lunedì e credevo sarebbe passato in sordina. Inizio settimana, giorno impegnatissimo, non mi sarei meravigliato se in pochi se ne fossero ricordati.
E, invece, è stata una giornata costellata di piccoli lieti eventi, di sorprese piccole e grandi, di sms e chiamate di persone che non credevo neanche che sapessero quando fosse il mio compleanno e invece sapevano perfettamente che era il 7 aprile.

Piccole attenzioni, ma è assolutamente in quei piccoli gesti che si scoprono i particolari più importanti.
E' stata una bella giornata. E, durante una piccola festicciola nella nuova casa, sono riuscito perfino a convincere le mie amiche a farsi mandare un mms con la foto del pisello di quel loro amico che la settimana scorsa ha mandato loro l'mms del suo culo. "Visto il Lato B, ora vogliamo il Lato A". La cosa più curiosa è che il tipo la foto del suo pene in erezione l'ha mandata per davvero...
Ed è stata oggetto di risate per tutta la parte finale della mia festa! Il più brutto pisello che io abbia mai visto in vita mia!!!

Il mio compleanno l'ho festeggiato insieme a Nora Walker, una delle protagoniste di "Brothers and Sisters", una serie TV cui mi sto veramente appassionando. Prima di andare a dormire ho guardato un paio di episodi. In uno era il compleanno di Nora che compiva 60 anni. Soltanto alla fine dell'episodio mi sono reso conto della casualità di vedere la festa di un altro compleanno il giorno del mio.
E c'era un altro episodio in cui si parlava di amore, dell'Amore Difficile.
Questa serie sta diventando grande fonte di ispirazione musicale e dialoghistica. E la consiglio nel modo più assoluto.

Mi auguro che questo possa essere un anno di svolta. Me lo auguro ogni anno a dire il vero. Ma chissà che questa non sia la volta buona.

"L'amore è difficile, voler bene da uomo a uomo, questo è forse il più difficile compito che ci sia stato imposto, l'estrema prova e testimonianza, il lavoro per cui ogni altro lavoro è solo preparazione" 

-Rainer Maria Rilke-

giammy alle 09:58 in: vita
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giovedì, 03 aprile 2008

Nottata Storica, quella appena trascorsa, per il pubblico di "Amici".

C'era la De Filippi che indossava la camicetta della Nonnina Ace in abbinamento ad un ibrido tra un paio di guantini in pelle da Biker e un baciamano sadomaso da dominatrice incallita. Ma non era questo il motivo della storicità.

C'era Platinette vestita da clown triste con tanto di parrucca in stile palla di zucchero filato e ciglia piumate delle grandi occasioni. Ma ormai la Platy ci ha abituato a mise ben più ardite.

C'era Jurman sempre più falso e tendenzioso del solito. Ma anche a questo abbiamo fatto il callo da un'infinità di tempo.

C'era Susy in pantacollant nero che crede che così si veda meno il culo a panaro che si ritrova e la Celentano che la apostrofava perfida dicendo "Susy, volevo chiederti, ma come mai da un pò di puntate indossi i pantacollant neri? Sei della juve o è perchè il nero sfina?". Ma anche  a questi mesti siparietti ormai siamo tristemente abituati.

C'era la Marchessa Carta con i suoi belati da caprone tibetano e gli occhietti da eschimese che per poco non sputa un polmone ogni volta che canta. Ma il suo belato-mantra mi ha fracassato così tanto le orecchie in questi mesi che ormai ha perso di forza urticante.

Ormai, guardare una puntata di "Amici" è come canticchiare quella canzoncina: "Ci son due coccodrilli ed un orangotando, due piccoli serpenti e l'aquila reale, il gatto, il topo, l'elefante, non manca più nessuno... solo non si vedono i due leocorni!".
Effettivamente quest'anno si è visto proprio di tutto: elefanti ballerini, la gatta cantante Cassandra, di serpenti e coccodrilli se ne sono visti a iosa e così per tutte le altre bestiole varie. Hanno latitato solo i leocorni... cioè, i talenti. Chè quest'anno di talento ce n'era veramente poco. Salvo solo Roberta, Francesco e Cristina, che proprio perchè era troppo brava è stata fatta fuori ancora prima del serale.

Ma tra tutti gli animali che hanno ravvivato l'habitat De Filippiano durante qesta edizione il più irritante e odioso era senza ombra di dubbio il Topo- Marta!

E proprio per questo motivo la puntata conclusasi da poche ore aveva un che di storico. Finalmente Marta Rossi è andata fuori dalle balle!

Irritante come poche, perfida a tal punto che a confronto Crudelia de Mon sembra Maria Montessori, questa specie di incrocio tra una scimmia urlatrice e un criceto domestico è stata l'insetto infestante del programma.

Di Marta ricorderemo l'umiltà -si credeva Celine Dion con le adenoidi di Mariah Carey e lo stacco di coscia di Christina Aguilera-, la bontà - ha fatto cantare a Pasqualino, che diceva essere il suo miglior amico, Viva la pappa con il pomodoro per metterlo in ridicolo, tanto per dirne una-, la splendida voce - era praticamente la versione femminile di Albano, ma dopo aver ingoiato un cactus che gli era rimasto un pò di traverso-...
Presuntuosa a tal punto che durante questa settimana è arrivata a dire che l'aria della Regina della Notte del Flauto Magico di Mozart (una delle arie più difficili per repertorio lirico) è facile e per niente alta e lei potrebbe cantarla con la stessa serenità con cui si allaccia le scarpe la mattina.

Tutte queste qualità l'avevano resa amatissima, tra l'altro. Ogni sua esibizione era preceduta da un quarto d'ora di "Buuu"  intervallati da amabili e godibilissimi fischi. Solo dopo che la De Filippi aveva chiamato le SS per deportare il pubblico più facinoroso si poteva dare il via all'esibizione.

Da quando poi, nella casetta dei Blu la piccola Marta aveva fatto coppia fissa con l'adorabile Marco Carta, i loro potenziali di perfidia si erano sommati e le loro adorabili bocche di rosa stillavano sorgenti interminabili di veleno capaci di tramortire anche i serpenti più pericolosi.

Capirete bene, quindi, che quando ieri sera la squadra dei Blu ha perso e lei è stata finalmente rimandata a casa, la mia gioia è stata incontenibile e ho dovuto svegliare mia madre, che già dormiva, per comunicarle la lieta novella.

Addio Cara, ti auguro tante bellissime cose. Lontano dalle mie orecchie, però.

 

 

 

 P.S. Nei contributi video potete vedere Pasqualino che imita Marta e "Der Holle Rache", l'aria che secondo Marta è facilissima e per niente alta, cantata da una vera cantante...

 

giammy alle 11:15 in: tv
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mercoledì, 02 aprile 2008

E' molto molto tempo che non scrivo nulla su queste pagine. Non preoccupatevi, sto ancora correndo, non mi sono ancora ritirato dalla gara.

La vita trascorre. E ci sono stati diversi cambiamenti.

Il più importante è quello dello spazio fisico. Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in una nuova casa che, in realtà, è molto vicina a quella precedente. Eppure noi uomini, per qualche strana ragione ci autoconvinciamo che i cambiamenti congiunturali della nostra vita saranno i precursori di epocali cambiamenti strutturali. "Casa nuova, vita nuova!".

Non ricordavo quanto fosse faticoso cambiare casa. Forse perchè l'ultima volta che è successo non ero ancora abbastanza grande.

E poi ho dovuto attendere circa due mesi che avvenisse il collegamento Fastweb. Quindi No internet No telefono... In fondo non è poi così male essere isolati dal mondo. Si fa un pò di pulizia da tutto il rumore che ci circonda quotidianamente.

Per il resto continua la vita tra studio, lavoro e piccole novità. Come il programma radiofonico che ormai conduco da qualche mese.

L'Amore? Quello ancora non si vede. Ma in conpenso ho avuto il tempo di appassionarmi a "Desperate Housewives" e cominciare a guardare tutte le puntate che non avevo mai visto.

Ma questa è un'altra storia.

P. S. Ringrazio tutte le persone che a vario titolo si sono interessate della mia sparizione!

 

 

giammy alle 09:49 in: vita
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domenica, 30 dicembre 2007

Adoro queste signorine...

Adoro questa canzone...

Adoro il direttore del loro coro...

Emozionante...

 

 

giammy alle 13:57 in: musica
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mercoledì, 19 dicembre 2007

Eccoci qui, dopo aver partecipato a questo reality blog, che è finito nel peggiore dei modi.

Sono stato eliminato nel turno precedente la finale. Ed era quello che voleva perchè quel gioco al massacro mi aveva veramente sfiancato.
Poi, un concorrente è stato espulso e il suo nome è stato cancellato dalle tavole del regno un pò come Akenaton e gli altri due rimasti si sono ritirati.
Insomma, questo concorso è terminato senza nessun vincitore. Forse, era la fine più adatta.

Dopo una piccola pausa di riflessione, in cui ero incerto se chiudere o riprendere a scrivere, chè tanto ormai è da un pò che pubblico solo i post dedicati alle prove, eccomi qui.
Insomma, io ci riprovo. Ma senza garanzie.

L'altro giorno, parlavo con mia zia e lei mi diceva: "Ormai si vive alla giornata". E, purtroppo, è vero, ti alzi e non è che sai mai che cavolo ti succederà nelle 24 ore.

E' da un pò che non faccio quello per cui questo blog è nato. Raccontare di me. Forse non mi va o forse sì, ma preferisco non farlo.

Vediamo cosa è successo nel frattempo.

Sorvoliamo velocemente il capitolo amore. Di amore non ce n'è. E neanche lo sto cercando, a dire il vero.
Mi sembrava di aver incontrato una persona speciale. Che potesse essere speciale. E' finito tutto nel solito tunnel di bugie e di scuse da quattro soldi.
Considerato che era la prima persona a cui davo fiducia dopo l'Essere Oblungo non è stato un bel colpo. D'altra parte, certe volte, mi chiedo come posso trovare qualcuno che decica di amarmi, considerato che spesso non mi sopporto neanch'io.

Vorrei cominciare a prendere lezioni di canto seriamente. L'altro giorno ho avuto finalmente il coraggio di presentarmi in una scuola abbastanza qualificata e chiedere informazioni.
Il maestro era molto simpatico e disponibile e credo che potrei lavorare bene con lui.
"Sappi che studiare canto mette molto in contatto con se stessi". Azz, più di così??? Andiamo bene. Sto meditando sul da farsi.

Giorni di neve. Di freddo e di gelo. "Tu scendi dalle stelle o re del cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo". E con il problema del freddo e della neve il mio paese si è ritrovato a far fronte all'emergenza immigrati.
Ci sono i lavoratori stagionali nel mio paese. Vengono qui dal Marocco, dal Sudan, dalla Somalia per la raccolta delle olive. Ma per loro non c'è posto. Di loro a noi piace solo sfruttare la forza fisica e la manodopera. Finito il lavoro, per loro non c'è posto.
E loro si adattano. Dormono nei capannoni abbandonati, in locali pericolanti, in posti che non ci si sognerebbe mai di adibire neanche a stalla. Senza luce, senza acqua corrente, senza riscaldamento, senza servizi igienici.

E poi è arrivata la neve. Il volontariato locale si è organizzato per cercare una sistemazione provvisoria per queste persone, almeno nei giorni di gelo. E abbiamo rotto un pò le palle all'amministrazione.
Ma i tempi dell'amministrazione sono lunghi e le risorse dei volontari insufficienti. Così la neve si è sciolta.
E, come dice sempre mia nonna, "Quando la neve si scioglie tutti gli stronzi che sono stati coperti ritornano a galla".
Non c'è stato neanche bisogno che dicessimo che non potevamo accoglierli più. Con grande dignità sono venuti a prendersi le loro cose. Le coperte che avevamo dato loro, scarpe, calzini, un pò di abiti e sono tornati nei loro tuguri.
Con grandi sorrisi, dicendo "Grazie" un'infinità di volte, come se avessimo fatto chissà cosa. Noi li abbiamo lasciati con la promessa che ci impegneremo a trovare per loro una soluzione con l'amministrazione. Ma nel frattempo loro tornano nella miseria nera, ringraziandoci.

Non ci si dovrebbe sentire bene quando si fa il bene? Beh, io mi sento uno schifo.

Oggi pomeriggio c'è anche il funerale di quella piccola anima che se ne è andata a soli tre anni per problemi al cuore. E io non ho ancora deciso se ho le palle di andarci o meno.

Buone Feste a tutti, comunque. 

 

 

 

Ingrid Michaelson - Keep Breathing

The storm is coming but I don't mind.
People are dying, I close my blinds.
 
All that i know is I'm breathing now.
 
I want to change the world...instead I sleep.
I want to believe in more than you and me.
 
But all that I know is I'm breathing.
All i can do is keep breathing.
All we can do is keep breathing now.
 
All that I know is I'm breathing.
All I can do is keep breathing.
All we can do is keep breathing now.
 
All we can do is keep breathing
All we can do is keep breathing
All we can do is keep breathing
All we can do is keep breathing.
All we can do is keep breathing now.
 
giammy alle 11:37 in: vita
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sabato, 01 dicembre 2007

Giammy è in finale al concorso di Miss Rocchetta Bellezza.

Maria Giovanna Maglie, travestita da Lindsay Lohan, gli chiede perchè gli italiani dovrebbero votare per Lui e fargli vincere l'ambita fascia.

Miss Giammy lancia il suo messaggio alla Nazione.

Votate, votate votate.

Ricordate che Giammy è la numero 27. E, soprattutto, che è bionda naturale...

 

 

 


P.S. Questo post partecipa a Quorum

P.S.2: Ringrazio Scatterhead per i suggerimenti software e hardware

P.S. 3: Scusa se non ho aspettato che tornassi per fare una cosa più decente ma dovevo uscire...
Se vinco la fascia la dedicherò a te...

giammy alle 18:50 in: quorum
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mercoledì, 21 novembre 2007

 



Questo post partecipa a Quorum.
All'interno di questo post troverete una special guest.
Ringrazio Sciummunu' per la realizzazione grafica, per la disponibilità e per aver interpretato Nando alla perfezioni.

Sciummunu' appearscourtesy of Sciu' Bros & Co.

 

p.s. per ingrandire l'immagine, basta cliccarci sopra... dolcemente

 

giammy alle 18:52 in: quorum
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sabato, 10 novembre 2007

In inglese si dice "put yourself in my shoes", per dire "mettiti nei miei panni"... capiscimi...

Letteralmente, mettiti nelle mie scarpe.

Ho pensato a lungo a come cinque immagini potessero dire qualcosa di me, raccontarmi e a cosa fosse opportuno ritrarre.

Ho deciso di cominciare dalla base. Di raccontare me stesso tramite un oggetto di uso quotidiano. Forse banale, ma compagno di tutte le mie avventure, testimone inconsapevole di tutti i miei percorsi, strumento per raggiunere le mete a cui tendo, sostegno nei momenti di stasi, riparo nelle pause, nei momenti di relax, nello sbraco.
Le mie scarpe...

Chi può dire di conoscermi meglio delle mie scarpe?

 

Danzo, come se nessuno mi guardasse...

 

 

Cammino, come se nulla potesse fermarmi...

 

Sogno, come se nulla potesse svegliarmi...


Coloro, come se il bianco e il nero non esistessero...




"Ci sono strade che somigliano alle vite, che percorri tutte in un momento..."




 

P.S. Questo post partecipa a Quorum . Le mie foto vi racconteranno anche che sono un pessimo fotografo. E la presentazione becera vi spiffererà che non ci capisco nulla di grafica.

Ma, mettetevi nelle mie scarpe...

 

 

giammy alle 14:06 in: quorum
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mercoledì, 31 ottobre 2007

Non so voi, ma io sono A-F-F-A-S-C-I-N-A-TO dalla serie Tv "Heroes". Affascinato con la stessa intonazione con cui la Marchesini diceva, imitando la Lollo, che era affascinata dal popolo russo.

Inizialmente non ci capivo molto, a dire il vero, ma poi, pian piano, snocciolando le varie puntate, mi sono appassionato. 
Ovviamente, come sempre accade ogni qualvolta mi appassiono a qualcosa, la serie ha avuto bassissimi ascolti ed è stata sospesa.
Vabbè, hanno già detto che trasmetteranno le ultime 4 puntate della prima stagione in seconda serata, di mercoledì.
Ma comincio già a subodorare la possibilità che non vedremo mai la seconda stagione in Italia e che, quindi, mi toccherà scaricarla selvaggiamente da qualche luogo.

Ad ogni modo, questo serial parla di persone tutto sommato normali che un bel giorno si scoprono delle speciali abilità.
Che ne so, c'è la spogliarellista di Las Vegas che ha una forza straordinaria e squarta in due un uomo alto un metro e ottanta come se fosse una mela renetta; c'è il giapponesino che piega il continuum spazio temporale e quindi ferma il tempo oppure si teletrasporta, solo che i suoi poteri sono ancora un pò acerbi e quindi non si teletrasporta quasi mai dove vorrebbe; c'è il candidato alle presidenziali che vola come un jet dell'aeronautica; c'è il poliziotto che ti legge nel pensiero, il che è fastidiosissimo se magari stai pensando che hai bisogno di fare la ceretta all'inguine; c'è il pittore drogato che dipinge il futuro; c'è quella che ha la voce così suadente che riuscirebbe a convincerti perfino ad avere un rapporto completo con Maria De Filippi.
Insomma ce n'è pe tutti i gusti.

Ma l'eroina che, su tutti, ha suscitato in me più interrogativi è lei, Claire Bennett.


La nostra Claire, in apparenza, è una qualsiasi cheerleader di un liceo un pò scrauso del Texas.
Carina, un pò nana, bionda col colpo di sole selvatico, come tutte le cheerleader americane.
Pare un pò la Cardullo, il libero della nazionale femminile italiana di Pallavolo, ma un pò meno rustica.


Ma la nostra Claire ha un segreto. No, non usa Tena Lady perchè ha un problemino di piccole perdite.

La Nostra Claire possiede la facoltà della rigenerazione. Le sue cellule si rigenerano all'istante.
Si taglia? La ferita le si rimargina immediamente. Si rompe una gamba? Se la rimette a posto e ricomincia subito a zompettare come la Parisi nella sigla di Fantastico 6. Le cade una conifera in piena faccia e la riduce come Marta Marzotto dopo 18 interventi di lifting? Pochi secondi e lei ritorna fresca e soda come una pesca noce appena colta.

 

 

Ora, pensate un pò quanto può essere utile tutto ciò!
Ti si rompe un unghia proprio quando avevi finito di farti la french? Che te ne frega, ti ricresce all'istante! Un ritocco allo smalto e sei perfetta!
Ti bruci la fronte mentre ti stai piastrando i capelli? Che te ne importa! Due secondi e la bruciatura è sparita!
Ti piacciono tanto quei sandali gioiello di Jimmy Choo ma esiti ad acquistarli perchè sai già che cadrai dal tacco 13 e ti disintegrerai la caviglia? Comprali! Anche se cadi e ti ritrovi la gamba completamente scomposta, la rimetti a posto e in un attimo sei di nuovo in passerella. Ma stai attenta a non sporcarti le scarpe di sangue!

Il potere di Claire però mi ha suscitato un paio di domande per le quali avrei bisogno del vostro supporto per arrivare ad una risposta motivata e definitiva.

Funzionerà anche con i peli superflui? No perchè, se così fosse, sarebbe una bella seccatura.
Ti fai la ceretta e un attimo dopo i peli sono di nuovo tutti lì, più irti e setosi di prima.
A vedere la Claire, non si direbbe. Però magari lei è poco pelosa di natura, oppure ha i peluzzi biondi che non si notano.

E poi, la domanda più importante e più tormentosa.
Se il corpo di Claire si rigenera, le si rigenererà anche l'imene. Quindi ogni volta, sarà come la prima volta.
"Mamma, non sono più vergine! Ah no, scusa, l'imene mi è ricresciuto, mi sono riverginata!".
Insomma, anche questa una gran bella seccatura.
Inviterei tutti i fan di "Heroes" ad illuminarmi con le loro preziose opinioni sull'argomento.
Claire rimarrà vergine a vita o no?
Se no, perchè? Se sì, possiamo mettere Santa Claire Bennett Immacolata nel calendario???

So' problemi!!!

giammy alle 12:15 in: tv
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lunedì, 29 ottobre 2007
Questo post è la mia parte della prova di gruppo per Quorum. Seguiranno  i racconti di Sciummunu' e di Scatterhead.




Episodio I - Amara Terra Mia



E’ da un po’ che aspetto questo maledetto treno. Sarebbe dovuto arrivare mezz’ora fa. E’ notte fonda. Le persone intorno a me cominciano a spazientirsi, io comincio a sentire un po’ di magone.
Avrei fatto bene a dire a mamma di restare ancora un po’.
“Vuoi che restiamo fin quando arriva il treno?”. “Ma no, mamma, è tardi. Andate un po’ a riposare che domani dovete lavorare, il treno arriverà tra pochi minuti.”
 
Odio gli addii. Odio che debbano vedermi piangere. Sono sempre stata quella forte. E non voglio che si preoccupino per me. E allora era meglio salutarsi quando ancora ero capace di sorridere e di liquidare tutti con le mie solite battute del cavolo.
“Ciao, piccola mia, e, ricordati, se non stai bene chiama e io ti vengo a prendere subito!”.
Papà! Papà! Non lo capirai proprio mai che sono cresciuta. Per te sono rimasta sempre la ragazzina di 12 anni che ti telefonò dal campeggio per farsi venire a prendere, perché non stava bene.
“Papà, non sto bene, per favore vienimi a prendere…”, ti dissi tra le lacrime alla cabina telefonica di quel paesotto di montagna. E, poche ore dopo, eri lì. Tra lo stupore generale dei miei compagni che si chiedevano se fossi arrivato in elicottero o su un jet supersonico. E la sera eravamo già a casa a mangiare gli spaghetti cucinati da mamma.
 
Eppure di tempo ne è passato, la “tua bambina” ha fatto molte cose e di strada ne ha fatta tanta, tutta sulle sue gambe.
 
Questo treno mi sembra un po’ la metafora di tutta la mia vita. Sono arrivata in stazione prestissimo, quando ancora non c’era nessuno eppure sono ancora qui ad aspettare.
Mi sono laureata prima di tutti. In Giurisprudenza. 110 e lode.
“Una laurea in giurisprudenza ed un bicchiere d’acqua non si negano a nessuno”, diceva sempre il mio professore di Diritto Penale.
Quanto aveva ragione! Quanti caproni ho visto laurearsi e “sistemarsi” in questi anni. Quanta gente è arrivata in stazione dopo di me ed è salita sul treno, spintonando, beccandosi il posto migliore, mentre io ero lì con i miei fermaglietti a forma di ranocchia e aspettavo, dicendo a me stessa che domani sarebbe toccato a me, che la ruota sarebbe girata e avrei avuto anch’io un po’ di fortuna.
 
E, nel frattempo, ho fatto la mia bella pratica in uno studio dal grosso nome e dall’altrettanto grande voglia di sfruttare. Due anni di scuola forense che ho pagato con i miei soldi, facendo i salti mortali. Diversi articoli pubblicati sulle riviste giuridiche. L’esame di Stato per abilitarmi alla professione di avvocato, superato a pieni voti pochi giorni fa.
 
Lavoro? Sì, tanto. Ma senza alcuna retribuzione.
“Devi ringraziarci che ti facciamo fare pratica qui, per te dovrebbe essere un onore”. Ma non è con l’onore che ci si riempie la pancia.

L’altro giorno ho sentito Nicola, quel ragazzo che faceva il segretario in studio e che, prima di lavorare da noi, faceva il cuoco.
E’ tornato a fare il cuoco. Era da un po’ che non ci sentivamo.
“Sai, Lidia, sono tornato a fare il cuoco. In due mesi di stagione ho guadagnato più di quanto avrei messo da parte in 11 mesi di studio. Sto facendo un corso di cucina agli inglesi e le mie ricette sono finite su un giornale importante”. Abbiamo riso tanto insieme, al telefono.
 
Lo dico sempre. Se rinasco, voglio imparare un mestiere.
 
Adesso che ci penso, ieri notte ho sognato che facevo la PR di un gruppo musicale e il sogno era tutto in inglese. Deve essere stata la conversazione con Nicola.
 
Oggi dovrei essere contenta. Oggi che, dopo anni di complimenti gratuiti, di fumo negli occhi e di speranze disattese, sto per afferrare qualcosa di concreto.
Ho trovato lavoro. Farò parte dello studio legale di una grossa azienda al Nord e lo stipendio non è neanche male.
Ma non ci riesco proprio ad essere felice perché “io vado via” e perchè fare l’avvocato di una grossa azienda è l’ultima cosa che avrei voluto fare.
 
Mi sembra di tradire i miei principi, di rinnegare tutte le volte che ho detto che il Sud ha bisogno di noi, che per migliorare bisogna che le intelligenze rimangano qui a sforzarsi di cambiare le cose. E mi sembra anche di rinnegare i miei sogni, di veder allontanarsi sempre di più il progetto che ho inseguito per una vita di diventare magistrato.
 
Già, il magistrato. “Non ce la farai mai senza raccomandazione”. Sentenziavano gli allocchi del paese. “Sì, sei brava e preparata ma la raccomandazione ci vuole!”.
E, infatti, non ce l’ho fatta. Ci ho provato. Ho studiato tanto, ma non è stato sufficiente. E chissà quando pubblicheranno il prossimo bando di concorso. E quando ci sarà il prossimo concorso io dove e chi sarò?
 
Ho paura.
Ho paura di svegliarmi un giorno e di non essere più la stessa Lidia di oggi. Quella che va in tibunale con le scarpe da ginnastica, la borsa della carica dei 101 e le ranocchie tra i capelli. Quella che ha studiato giurisprudenza per risanare le ingiustizie e difendere i più deboli, che adora Aldo Moro, che si indigna di fronte ai soprusi.
E se un giorno dovessi non indignarmi più? E se domani mi fossi così lentamente abituata alla puzza di merda dei compromessi da non sentirla più? E se anch’io mi ritrovassi ad avere un unico grande Dio, il denaro?
 
A volte vorrei che la vita fosse come in quel film, “L’avvocato del diavolo”, che tu avessi la possibilità di vedere in anticipo le conseguenze delle tue scelte, di prevederle. E se non fossero andate come speravi, di cambiarle, di ritornare al punto in cui hai imboccato il bivio e di scegliere l’altra strada.
Ma questa è la vita, non si può tornare indietro, si può solo andare avanti.
 
Puoi solo stare qui, aspettare che il tuo treno arrivi, metterti le tue adorate cuffiette nelle orecchie. E lasciare che la musica interrompa per un attimo tutti questi pensieri. Tenere il tempo con le mani, muovere appena le gambe. E sperare che andrà tutto bene. O che almeno non faccia troppo male.
 
“Addio, addio amore, io vado via, amara terra mia, amara e bella”



giammy alle 18:08 in:
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mercoledì, 10 ottobre 2007

Uno degli argomenti che ha tenuto sempre sulle spine i teologi, cattolici e non, è, senza ombra di dubbio, quello della "Transustaziazione". Dice, che d'è?

Cerco di spiegarlo in due parole. E' il dogma secondo cui durante la preghiera eucaristica, nella celebrazione della messa, il pane e il vino diventano il corpo e sangue di Cristo. Secondo questo dogma, il pane ed il vino consacrati conservano solo l'apparenza della materia precedente alla preghiera eucaristica, perché nel loro intimo la forma sostanziale o principio costitutivo cambia perché esso diventa, per opera della Trinità, realmente il Corpo ed il Sangue del Signore.

Secondo il Compendio al catechismo della Chiesa cattolica Romana, la transustanziazione è

  "la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate. ".

Dice, ma com'è possibile? E' na cazzata. Cioè il pane che diventa carne e il vino che diventa sangue... nze pò sentì!

E, infatti, sono secoli che filosofi e teologi di ogni estrazione si arrovellano sull'argomento, cercando prove e dimostrazioni tra le più disparate che avallino o smentiscano la sussistenza della transustanziazione, cioè del passaggio di sostanza.

Ebbene è con somma gioia che Vi annuncio la Verità. Liddove schiere di eminenti studiosi hanno fallito è arrivata l'egida di nostra Signora de L'Oreal.

Dice, che c'entra mo La L'Oreal con il dogma della Transustanziazione? C'entra e come invece!!!

Nostra Signora de L'Oreal infatti ha lanciato sul mercato una nuova linea di prodotti struccanti ad altissima efficacia, Demaq' Expert . All'interno della linea di struccanti di ultima generazione, c'è un prodotto che ha del miracoloso: il Latte diventa Tonico.

L'Oreal crea un latte struccante che si trasforma, in un secondo momento, in un tonico rinfrescante. Una texture che si trasforma durante l'applicazione, per un rituale struccante completo in un unico gesto.
Praticamente è un latte detergente che transustanzia, che da latte diventa tonico!

Ora, io non so se vi rendete conto dell'importanza epistemologica di questo prodotto! Questo cosmetico dimostra che la Transustanziazione è possibile e che, quindi, se il latte diventa tonico è decisamente possibile che il vino diventi sangue.
Più che un'innovazione nel mondo dei cosmetici questo è la Rivelazione di una Verità, le cui implicazioni potrebbero essere sconvolgenti...

E non liquidate la questione con il solito cinismo, affermando: "Sarà una palla!". L'ho provato sulla mia pelle ed è effettivamente così. All'inizio è una cremina bianca, anche vagamente inquietante, perchè ricorda tanto una cosa di cui non è il caso di parlare in un trattato di teologia, e poi, durante l'applicazione diventa tonico. C'è da gridare al miracolo.

E Nostra Signora de L'Oreal è ben conscia delle importanti implicazioni teologiche della sua nuova linea di struccanti. Tanto che ha scelto, come Ambasciatrice Demaq' Expert, Linda Evangelista.
Un' Evangelista, per l'appunto, affinchè il lieto annuncio del miracolo del latte che diventa tonico fosse diffuso in tutto il globo.
Altro che le nozze di Cana o il Sangue di San Gennaro. Qui parliamo di un miracolo democratico, contenuto in un tubetto, alla portata di tutti e che si ripete ogni volta che si applica il prodotto.
Uno schiaffo allo scetticismo, un terremoto per l'elitarismo di tutti i precedenti miracoli, praticamente una rivoluzione.

E, su tutto, Linda, novella Maria Maddalena, che è lì per dichiarare al mondo "Convertitevi! E credete! ".

Adesso, io mi chiedo, di fronte a tutto ciò cosa fa Papa Ratzinger, se la dorme? Non scrive una bella enciclica? Non convoca un Concilio straordinario? Rimane arroccato nelle posizioni oscurantiste dell'ecclesialismo ufficiale?

Non temete, combatterò la mia battaglia per la Verità. Santa Linda Evangelista, aiutami tu!

 

giammy alle 11:57 in: buone notizie
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sabato, 06 ottobre 2007
La mia terza prova per quorum. Il tradimento. Nelle parole di un'amante


Stavo venendo in veranda a chiederti se ti andava un caffè.
Ti ho sentito bisbigliare al telefono. Stavi parlando con qualcuno. Sono rimasta dietro la tenda, così che tu non mi vedessi.
Non c'ho messo molto a capire con chi parlassi.
D’altra parte, le tue telefonate, di solito, le ricevi davanti a me, senza problemi. Ed era poco verosimile che tu ti fossi allontanato per non svegliarmi, solitamente non ti dai molta pena: mi svegli e basta.
Avevi chiamato casa. O forse loro hanno chiamato te, non so. E al telefono c’era tuo figlio, Luca. Questo bambino che non ho mai visto, ma che ormai mi sembra di conoscere. 6 anni, fa la prima elementare. E’ un ragazzino sveglio e un po’ rompiscatole con le sue mille questioni sulla vita e sul mondo.” Com’è ?”, ti ho chiesto una volta, “fisicamente, intendo.”. Credo fossimo a casa mia, sul divano, a guardare uno di quegli sciocchi film d’azione che tu adori e che io detesto.
“Se avesse la cicatrice in fronte sarebbe uguale a Harry Potter”, dicesti ridendo. E io mi figurai questo bambino di sei anni con degli enormi occhiali, i capelli a zazzera e la sciarpa del Grifondoro al collo.
Una volta, infatti, mi avevi raccontato che aveva messo in croce sua nonna perché gli facesse una sciarpa a fasce gialle e rosse, proprio come quella che aveva visto nel film di Harry Potter, malgrado fosse piena estate.
“Il piccolo dittatore del tuo cuore”, così l’hai chiamato una volta.
Non la sentivo la voce di Luca al telefono, ma dalle tue risposte non era molto difficile intuire che cosa ti stesse dicendo. “Che ci sei andato a fare a Roma, papà?”. “Sono venuto ad un covegno di medici, una cosa da grandi”. “Quando torni, papà?”. “Non ti preoccupare che papà torna presto”. “Papà, mi manchi!”. “Mi manchi tanto anche tu, Luca”. “Mi porti un regalo quando torni da Roma?”. “Sì, non ti preoccupare, quando torno ti porto un bel pupazzetto”.
Mi si è stretto il cuore. Come glielo spieghi ad un bambino di 6 anni che non tornerai? Che non sei andato a Roma per un convegno di medici , ma che sei venuto qui con la precisa intenzione di cominciare una nuova vita? Con me.
Con me che ho trovato un nuovo lavoro da infermiera qui e ti ho detto “Seguimi”. Già, come glielo spieghi? Come glielo spieghi tu che non sei neanche riuscito a dirlo a tua moglie?
Se qualcuno sapesse mi bollerebbe subito come una puttana.
Una donna per bene non scopa con un uomo sposato con due figli. Perché agli occhi della gente è questo che fanno gli amanti. Scopano. Un’amante sa fare a letto tutto quello che una moglie non può fare. Perché le donne sono tutte troie, eccetto la propria moglie.
E forse hanno ragione a dire che sono una puttana.
Ma una puttana innamorata. Sei il mio sbaglio più grande.
E quando ci penso a tutta questa situazione mi viene un sorriso. Un sorriso di quelli amari. Perché penso a tutte le volte che mi hanno raccontato di storie di “corna” e mi sono messa lì a giudicare arciconvinta che una cosa del genere a me non sarebbe mai successa.
Ma è proprio vero, non bisogna mai essere troppo severi nei giudizi nei confronti degli altri perché, poi, spesso, ci si ritrova a fare di peggio.
E io mi ritrovo qui, ad amare te, in fuga con te, che hai un figlio attaccato al telefono che crede che tu tornerai presto.
Eppure io dovrei essere l’amante, quella spensierata, quella che non si fa sensi di colpa, quella che si limita a farti i pompini che tua moglie non ti ha mai fatto.
Ma non ci riesco. No, io non ci riesco.
Quanti Natali ho passato senza di te, quante pasquette, quanti San Valentino. Quante volte, di notte, ho voluto che tu fossi lì a tenermi la mano ma tu non c’eri.
E adesso sono qui a un passo da tutto questo.
Eppure non riesco a sentirmi felice. Pensando che la nostra felicità debba essere una palafitta costruita sulle lacrime di un bambino che da grande sogna di saper fare le magie.
Quindi, amore mio, stavolta voglio farla io una piccola magia.
D’altra parte, la “Traviata” è sempre stata la mia opera preferita.
Io vado. Ho comprato due pupazzetti per Luca. Sono due lucciole di plastica. Se le tieni vicine vicine ad un neon, poi, al buio, brillano.
Tu torna a casa. Non cercarmi,non ti voltare.
Non ti preoccupare, Luca. Papà torna a casa. Per Davvero.
Addio.
Laura
giammy alle 15:01 in: quorum
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lunedì, 01 ottobre 2007

C'è chi è sposato ed ha la moglie al ballo e ti alza la maglietta perchè vuole vedere la pelle nuda. Le gente è strana.

C'è chi finge di stare male. E poi finisce per far ammalare sua madre seriamente. La gente è strana.

C'è chi "tanto io tra qualche giorno vado a Lecce", quindi poi chi se ne fre ga se poi tutto il mondo intorno a me va a rotoli. La gente è strana.

C'è chi ferma quella tua amica per strada. E la assilla dei suoi inesistenti problemi. E quella tua amica ha il padre che ha un cancro. La gente è strana.

C'è quello che ti manda un sms per chiderti come mai sei acido con lui. Che lui è una brava persona. Acido??? Stavamo semplicemente scherzando. La gente è strana.

C'è quella tua amica che è così egoista che sta mandando il suo ex fidanzato al manicomio. Ma, in fondo, chi se ne frega??? La gente è strana.

C'è chi dice di conoscere una persona. Ma è così incentrato su se stesso da non rendersi neanche conto che quella persona cammina per strada parlando da sola. La gente è strana...

 

Potrei continuare questo peana ancora molto a lungo... ma non mi pare il caso.

giammy alle 14:01 in: vita
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sabato, 22 settembre 2007

La mia seconda prova per quorum2

Hai presente quando tutto si combina in modo tale da riportare in superficie quei cadaveri che a fatica hai affogato nel tuo personalissimo lago dei ricordi?
Non so se ce l'hai presente. A volte mi chiedo se tu ce l'abbia un lago dei ricordi. E ammesso che tu ce l'abbia non è detto che lì dentro ci sia il mio cadavere. Forse non c'è stato neanche bisogno di attaccarmi un masso al collo e buttarmi lì dentro, perchè magari non c'era nessun ricordo da seppellire.

E l'altro giorno il caso ha deciso di disseppellirti, di ricordarmi che tu ci sei stato, che ci sei ancora, per quanto io mi sforzi di fare in modo che il tuo nome non compaia nè nei titoli iniziali nè in quelli di coda del film della mia vita.

Eravamo seduti al PC, io e il piccolino. Lui si è messo a giocare con i pulsanti, come sempre. Non ho idea di quali sequenze di tasti abbia potuto inventare stavolta.
Fatto sta che ha aperto un gioco. "The Sims 2". Il nostro gioco. Quello a cui ti piaceva tanto giocare in quegli stupidi pomeriggi passati a casa mia a fare tutto e niente. Quello in cui Tu ti eri divertato a creare una famiglia il cui cognome è l'unione dei nostri. E ti eri divertito a creare me e te. A farci più simili possibili all'originale.

Sono entrato in casa nostra. Eravamo ancora lì. Non era cambiato niente. Tutto era ancora come l'avevamo lasciato quando abbiamo salvato la partita per l'ultima volta.
E' passato molto più di un anno da allora. Tu sei andato. Anzi, non è esatto. Sono io che non sono più voluto restare. Non a quelle condizioni. Perchè quando il gioco della vita non è bello almeno quanto quello del computer, allora non ha senso giocare. E un giorno ho detto: "Non gioco più, me ne vado".
Ma sai, la vita non è come nei Sims. Chiudi la partita e rimane tutto com'è. Nella vita chiudere le partite fa male. E tu non vuoi salvarle. Vuoi dimenticare. Vuoi andare avanti. Vuoi sopravvivere.

Ho sorriso, vedendoci ancora lì seduti sul divano nella nostra casa in via Sim numero qualcosa. Almeno lì il nostro sentimento era rimasto intatto. E io e te eravamo una famiglia. La famiglia che probabilmete non avrò mai.

Sai come mi sento in questi momenti? Mi sento come Amy Winehouse nel video di quella canzone che prima mi faceva schifo e adesso mi piace tanto. Ce l'hai presente?
C'è lei che cammina per la strada e intorno le succede di tutto, ma lei semplicemente cammina, senza curarsi di nulla.
E' così che mi sento. Mi sembra di aver camminato tanto, ma senza andare da nessuna parte. In un mondo che ti spintona ma non si ferma mai a guardare oltre quello che vuoi mostrare.

E, dopo aver sorriso, ho pianto per qualche istante. Ma non importa, sai, sono solo lacrime, sono acqua, sale e qualche lipoproteina. Si asciugano da sole.

A volte, mi chiedo come sarebbe stata la vita se io fossi stato diverso. Se ci saresti stato comunque.
Ricordo quando quel giorno una zingara mi disse che in un'altra vita ero stato una ballerina di danza classica russa.
Deve essere stata proprio una bella vita. Danzare, danzare, danzare.

In quegli istanti, immagino la mia vita futura. La mia prossima incarnazione. E mi dico che forse, la prossima volta, andrà meglio. Che resteremo insieme per la vita non solo nel gioco, ma ce la giocheremo tutta insieme la nostra vita, sul serio.

O forse è già successo. Forse quando ero una ballerina russa era con te che danzavo. Eri tu che mi prendevi la mano mentre ero sulle punte.

Troppe domande. Troppi mondi possibili. Una sola realtà.

Ed è ora che tu torni lì da dove sei venuto. Nel tuo laghetto, dove i ricordi non fanno paura.

 

Ringrazio Jay per la consulenza immaginifica

 

giammy alle 15:33 in: quorum
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giovedì, 20 settembre 2007

Ragazzi miei, perdo colpi. Qui mi comincia l' Isola dei Famosi e io neanche me ne rendo conto.
Solo per puro caso, ieri, al ritorno dalle mie scorribande, intorno alle 23,00, mi rendo conto che ha avuto inizio l'ennesima sfolgorante edizione del programma.
Poco male, tanto bastano tre minuti per capire tutto.

A proposito, ma sbaglio o la Ventura aveva dichiarato tempo fa che non avrebbe più condotto l'Isola??? Cos'è, le è apparsa la Madonna di Fatima che le ha chiesto di continuare imperterrita la sua opera di redenzione delle masse?

Ogni anno, mi dico che il cast ha raggiunto i vertici dell'anonimato nella scelta dei concorrenti. Ma puntualmente, ogni anno, vengo smentito.

Cioè, per dirvi, quest'anno la Salvalaggio, che ha partecipato a una qualche edizione di Miss Italia, arrivando seconda o terza, è una delle più famose. Alcuni personaggi sono veramente inquietanti.

Ad ogni modo, l'edizione è piena di novità sfolgoranti. Innanzitutto la Ventura ieri non era vestita da Bagasha a saldo nè da clown del circo Togni. Forse che ciò dipenda dal fatto che ha litigato con Dolce e Gabbana? Se così fosse, ben venga il litigio. Vabbè, a dirla tutta, sembrava un pò la Marini alla presentazione della sua collezione di intimo sexy. Ma è comunque un passo avanti.

Inoltre, la Super-Simo ha deciso di lanciare un nuovo stile di conduzione. Mi si abbaldracca di fianco sul pavimento e da lì conduce tutta la puntata in stile "Paolina Bonaparte". Ovviamente, non si può vedere.
Nel caso in cui soffrisse di vene varicose e gambe stanche le ricordo che, usando Essaven Gel, può trarre enormi benefici.
Quell'immenso calderone ribollente di idee che è la Simona Nostra ha anche cambiato il grido di battaglia da proclamare alla fine di ogni blocco. Fino all'anno scorso era: "Crederci sempre, arrendersi mai". Che era anche bello. Solo che la Verdura lo proclamava ogni nanosecondo e veniva voglia di picchiarla con un ramo di quercia.
Adesso, l'urlo di battaglia è : "Guardatevi le spalle!". Io, ogni volta che lo diceva, mi giravo, malgrado fossi solo nella stanza, e pensavo che ci avrei trovato Samara di "The Ring", desiderosa di mandarmi al creatore. Per fortuna non c'era. La cosa più simile a Samara era Manuela Villa che non ho capito se aveva un polpo gigante in testa o se quelli sono veramente i suoi capelli.
Tra l'altro questo "Guardatevi le spalle!", detto proprio quest'anno che nel cast ci sono Cecchi Paone e Malgioglio, crea un certo panico nei concorrenti che ogni volta che la Ventiura parte con il grido di battaglia pensano che Cecchi Pavone e Cristiana stiano per ingropparseli.

Cecchi Pavone ritira già a buon diritto la fascia di "Miss Coerenza 2007", oltre che di "Miss Mary Ragazza in Gambissime".
Rimembro ancora la sua sceneggiata napoletana ai "Telegatti" del 2000 in cui il "Grande Fratello" aveva vinto come miglior trasmissione di costume e cultura, soffiando il premio alla sua "Macchina del Tempo".
Cecchi Paone partì con una dura invettiva contro i reality, sottolineando come non potessero essere assolutamente considerati un prodotto della cultura, scagliandosi con tutto se stesso contro questi programmi che sono un pessimo esempio per la società.
Giustamente, cosa fa un fiero detrattore dei reality come lui??? Partecipa ad un reality, no!?

Però vi partecipa cercando di portare il suo prezioso contributo. Quando, infatti, si tratta di fare le nominations Alessandrone si rifiuta categoricamente di votare, sottolineando che a lui la nomination in segreto sa di delazione e che lui, che nella vita ha sempre giocato a carte scoperte, non si piega a questa dinamica perversa della delazione perchè è di cattivo esempio ai bambini che guardano da casa(.........).
Di qui parte un acceso dibattito Cecchi Paone vs. Ventura in cui Super-Simo ricorda ad Alessandrone che ha firmato un contratto e che sapeva benissimo quali fossero le dinamiche di gioco, quindi non è il caso di smaronare più del dovuto. Alessandrone risponde colpo su colpo, carico di un'alterigia che neanche un premio Nobel potrebbe avere.
Al che la Venturona (ammazza quant'è tanta quest'anno la Ventura) gli ricorda che: "La tua spocchia puoi mettertela da un'altra parte..." (Grande! Grande!). Alessandrona Nostra diventa isterica! Simona ha osato insultarlo. Simona ritratta, nega, spergiura, mente sapendo di mentire. Alla fine riescono ad estorcere un nome a quella specie di allocco parlante.

Io, nel frattempo, mi sono trasformato in un ultras e ho cominciato a intonare cori da stadio contro il barbagianni parlante: "BU-BUFFONE!-BU-BUFFONE!" "SCEEEMO-SCEEEMO!".

Ah, quasi dimenticavo. Quest'anno la nomination non si fa sulla lavagnAtta. Questa cosa mi ha lasciato profondamente sconvolto, in quanto io guardavo l'isola solo per sentire la Sventura dire "Cancella la LavagnAtta" e "Scrivi sulla LavagnAtta".
Quest'anno la produzione ha portato dall'Italia una specie di Ruota della Fortuna contenente tutte le foto dei concorrenti. La nominationSSS consiste nell'estrarre la foto del concorrente che si vuole eliminare a bruciarla su di un fuocherello. Quant'è fashion sta cosa! Mi fa tremendamente Giovanna D'Arco.

Ultima sfolgorante novità di quest'edizione sono i concorrenti non-vip. Hanno preso una manica di soggetti poco raccomandabili e hanno spedito sull'isola pure loro. Per il momento si trovano separati dai Vips ma dalla prossima settimana vivranno insieme ai Vips, teneramente fianco a fianco. Che culo!

Mi pare di aver avvistato uno bono tra i concorrenti non vip, staremo a vedere...
Ma poi, siamo sicuri che i non-vip li abbiano mandati davvero in Honduras? Non è che la produzione per risparmiare li ha dispersi in qualche bosco??
No, perchè il panorama dell' Honduras mi sembrava esattamente quello del posto in cui sono stato in campeggio quest'anno. Stesso fiumiciattolo, stessi massi, stessi alberi. Ecco, sì, mancavano solo le cacche di mucca.

E non era in Honduras... Era in provincia di Frosinone...

giammy alle 11:38 in: tv
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martedì, 18 settembre 2007

"Vivo un equilibrio instabile, colleziono illusioni, in questo mondo così labile, io sono le mie canzoni".

E' un verso di una canzone degli Stadio. Ho deciso che per un pò diventerà il mio motto.
Effettivamente in certi giorni rimanere in equilibrio è veramente difficile. Ma ci si riesce con dei piccoli o dei grandi sforzi. A volte, con dei magoni che si cerca in tutti i modi di celare, per non andare ad aggravare chi mi sta vicino di ulteriori carichi sulle spalle. Lo zaino in questi giorni è già fin troppo pesante.

E' vero. Colleziono illusioni. Mi chiedo fino a che punto questo sia un male. Tanto poi, alla fine, mi confronto comunque con la realtà, non mi sono costruito un mondo a parte piastrellato delle mie illusioni. E allora che male c'è a sognare un pò, a fantasticare un pò,  credere che tutto possa essere diverso?
Ricordo la scritta sulla maglietta di un mio amico: "Non stropicciatemi i sogni!".

Già, vi prego, non stropicciatemi i sogni. Tanto a spiegazzarsi ci pensano da soli. Quindi, finchè durano, lasciatemi pensare che siano veri e reali e che dureranno per sempre.

Sono strani giorni. Di notizie pesanti, difficili da digerire.

Ho avuto la conferma di ciò che già sapevo. Che quell'incontro fatto era l'ennesima illusione. E che non andremo da nessuna parte. O almeno, non c'andremo insieme.
E un pò mi dispiace, perchè era la prima persona a cui avevo dato fiducia dopo Tom, che avevo accettato di incontrare, che mi aveva stimolato. Che mi aveva suscitato un "lampo di vita", anche solo per un attimo.
E mi infastidisce terribilmente che abbia fatto tutto Lui. Che lui si sia messo e lui si sia tolto, come si dice dalle mie parti. Perchè per me, inizialmente, era solo una bella amicizia. E quando ho cominciato a vedere la cosa in una luce diversa è stato perchè Lui mi ha portato a credere che le cose si potessero vedere in modo diverso.
Ma non importa.
In fondo, una parte di me lo sapeva. Le analogia con il caso T. erano troppe. In fondo è colpa mia chè vado a scegliere sempre persone irrisolte. E poi stavolta non ho rimpianti, ho giocato a carte scoperte, quindi non ci sono scuse che reggano.

E poi c'è Zio che non sta bene, che ha il tumore. E Maria che sta in tensione per suo padre. Ma i medici sono molto ottimisti. E io prego che tutto vada per il meglio. Perchè Lui per me è come un secondo papà e Maria è molto più di una sorella.
E quindi Zio deve guarire. Assolutamente.
Come ha fatto mamma sette anni fa. Non ci sono scuse.

In questo sottotesto non proprio entusiasmante continuano le mie guide.
Non faccio proprio schifo. Apparte qualche manovra un pò spericolata, me la cavo.
Solo che quando mi ritrovo nel traffico selvatico mi viene una certa scacazza. Ma pare che ci farò l'abitudine.
E poi la Maestra è brava e paziente nonchè temeraria nel mettere al rischio la sua vita. Quindi, siamo a cavallo.

Oh, io ci provo. Ce la metto tutta. La mia parte la faccio. E poi, speriamo che pure la vita mi venga incontro.

 

giammy alle 10:53 in: vita
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venerdì, 14 settembre 2007

Premetto che non sono mai stato un fan adorante di Britney Spears.
Le sue canzoni sono orecchiabili e carine, da ballare quando hai voglia di fare un pò il deficiente. Ma nulla di più.
Ha una voce pressocchè inesistente. Sembra una bambina in un tombino quando canta.
Compensa la voce non propriamente da usignolo con una grande presenza scenica e delle indiscutibili doti nel ballo. Ha lanciato un modo di muoversi "alla Britney" che ha fatto proseliti tra nutrite schiere di ragazzine adolescenti dall'ormone impazzito e altrettanto nutrite schiere di froci adolescenti dall'anca esuberante.

E' carina, non bella a mio parere, ma carina. Debitamente pittata e aggiustata fa la sua figura.

Insomma, prima del disastro personale sta ragazza era diventata un'icona.
Poi vabbè, lo sappiamo tutti, le vicissitudini personali l'hanno fatta diventare un pò la caricatura di sè stessa.
I media poi, ci hanno messo del loro, riportando fedelmente ogni passo falso e ogni cazzata commessa dalla Nostra.

Insomma, la Britney si è ritrovata dal dorato mondo dello showbiz al centro di riabilitazione in un batter di ciglia finte.

Adesso, ha provato a ritornare sulle scene. Presentando in anteprima il suo nuovo singolo "Gimme More" agli MTV Video Music Awards.
L'avesse mai fatto. L'hanno massacrata.

Ne ho lette di tutti i colori. Che era una vacca grassa, che si era vestita da Intimissimi, che era ubriaca sul palco, che le ballerine la aiutavano a ricordare la coreografia, che era l'esibizione più brutta della storia della Tv e della Musica e ogni sorta di amenità.

Dopo svariate ricerche, sono riuscito finalmente a mettere gli occhi sul video dell'esibizione. Si tenta di censurarlo in tutti i modi, ma su Youtube per uno che viene tolto ne rispuntano altri dieci, tipo i capelli bianchi.
E francamente, io quest'esibizione non l'ho trovata poi così scandalosa.

 

Ok, vabbè non è al top.
E' ingrassata, c'ha la panza. E bisognerebbe fare causa a chi l'ha vestita così. Un pò perchè una è autorizzata a vestirsi così solo se sta andando a battere sulla statale... E perfino le nigeriane adottano criteri più selettivi per il loro abbigliamento.
Un pò perchè andava scelto un look che valorizzasse le forme di Miss Spears, non uno che mettesse in mostra pure i taralli che non ha.

Ha l'espressione un pò spaesata e va bene. Erano tre anni che non si esibiva. E non stava mica all'oratorio della parrocchia. C'era il mondo a guardarla, oltre a tutte le vipere vip del parterre.
Questo però mica vuol dire che era 'mbriaca. Cioè quale  decerebrata si presenterebbe a quello che dovrebbe essere il suo rilancio 'mbriaca??? Suvvia, siamo realisti.

Di viso è carina, il make-up artist ha fatto miracoli. Per i capelli hanno fatto quello che era possibile, visto che saranno ancora cortissimi.

Quanto al ballo, vabbè i passi sono tutti un pò marcati. Ma sarà pure un pò fuori allenamento. In più ci si è messo pure il tacco assassino che pare si sia rotto durante l'esibizione (che culo!). Che poi secondo me il tacco gliel'avrà sabotato una delle vipere vip del parterre.

Poi, qualcuno mi deve spiegare come facevano le ballerine a ricordarle la coreografia, visto che le ballerine stavano dietro di lei. Cos'è Britney aveva gli specchietti retrovisori montati sul costume o le ballerine avevano poteri telepatici e le chiamavano i passi della coreografia con il potere della mente? (Britney, senti questa vocina nel tuo cervello, sono io, la ballerina dietro di te, alza il braccio! ho detto, alza il braccio!).

Certo c'è da lavorare. Però, non so voi, ma io, signori miei, ho visto di peggio.

La verità è che aspettavano tutti di poterla distruggere. Et voilà, il piatto è servito.
Tanto ormai con la Spears si gioca al "Dagli all'untore!".

E poi, vi dirò, a me la canzone piace pure. E quando giro per strada la canto per solidarietà.

Che poi mi dicono che, durante l'esibizione, Paris Hilton se la ridesse.
Paris, ma che cazzo ti ridi??? Ma pensa alle tue disgrazie. Che almeno quella povera crista di Britney qualcosa nel mondo dello spettacolo la sa fare. Tu, apparte metterti di tre quarti davanti alla telecamera, ( e a novanta gradi dietro) che sai fare???

Ne riparliamo quando sarai capace di eseguire una qualunque coreografia elementare!

Aridatece Lori Del Santo... Almeno lei si sapeva mettere di 3/4...con un certo garbo...

giammy alle 11:57 in: pensieri
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mercoledì, 12 settembre 2007

" E' una settimana che l'hanno trovato, impiccato, e solo io, che di lui non so più niente da molti anni, so perchè l'ha fatto. Così ora, invece di custodire un terribile segreto, ne custodisco due.

Non ha lasciato neppure un messaggio, e chi lo conosceva bene non capisce: cercano nella sua vita recente e nessun indizio rivela una ragione, anche la più insignificante, che possa averlo spinto a impiccarsi. Non mi sorprende: tutti mi hanno dimenticata, e quelli che si ricordano di me non hanno mai saputo la verità. Può darsi che qualcuno dei nostri vecchi amici si ricordi l'episodio dell'anello. Però a nessuno, mai, verrebbe in mente che una cosa successa così tanto tempo fa possa reclamare una vittima ora. Un'altra vittima, per essere precisi.
Non mi vergogno ad ammettere che mi ero quasi scordata di lui. Pensavo, senza pensare, che niente di quello che avrebbe fatto della sua vita potesse riguardare la mia. Ma la sua morte mi ha rivelato una cosa ovvia e sorprendente, come il rinculo di una pistola quando premi il grilletto: anche se me n'ero andata tanto lontano, anche se l'avevo abbandonato piena di rabbia e di paura, nelle valigie, tra i fazzoletti che non uso e lo spazzolino che dimentico sempre, c'era lui.
Nascosto, come una piega tra le pieghe di un pigiama di lino, non se ne è mai andato, come un sogno di quelli che non si ricordano al risveglio.
Perplessa, ho scoperto con la sua assenza quanto fosse presente. In tutti questi anni non ha smesso, neanche per un attimo, di essere il mio primo amore. faccio l'impossibile bilancio tra quello che si è portato via e quello che mi è rimasto di lui. E' una setimana che si è impiccato e io, che mi portavo addosso già un cadavere, ora ne porterò due. "

- Imma Tirbau, Il Gioco dell' Impiccato -

Bene, comincia la mia avventura al'interno della seconda edizione di Quorum, il reality blog di cui vi ho parlato nel post precedente e, dal momento che si tratta di un gioco, giochiamo.

Facciamo il gioco dell' impiccato?

Nella prima prova mi veniva chiesto di produrre un post nel quale avrei dovuto fare il nome di quattro avversari. Ma almeno il nome di uno di essi doveva rimanere segreto.

E mi sono lasciato ispirare dal libro di Imma Tirbau, "Il gioco dell'impiccato", i cui protagonisti comunicano tra di loro facendo questo gioco, per non farsi capire dal resto del mondo.

Sapete come funziona, no? C'è una frase o una parola da indovinare e chi ha il compito di indovinare sceglie una lettera dell'alfabeto. Se la lettera è contenuta nella parola da indovinare il boia mette le lettere nelle corrispodenti caselle.

Ma attenzione, se si sbaglia per troppe volte, si finisce impiccati, senza arrivare alla soluzione.

Vi va di giocare???
Indicatemi una lettera nei commenti. Se c'è, la aggiungerò. Se non c'è, aggiungerò un pezzo all'impiccato. Non appena pensate di essere giunti alla soluzione mandatemi un messaggio privato, vi rivelerò se è quella giusta.

 

La Frase da indovinare è questa:

SO _ _ A RE    A  BOCCA   APERTA    

SE _ _ A   R  _ _ _ _C_ A RE 

E' composta da sei parole.

 

 

Buon divertimento!!!

NB. Ogni commentatore potrà richiedere UNA ed una sola lettera. Quindi, scegliete bene...

giammy alle 12:16 in: quorum
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martedì, 11 settembre 2007

Di ritorno dalla "Notte Bianca" di Roma, mi ritrovo qui a dirmi che forse è ora di aggiornarlo questo blog che ormai siamo fermi da un bel pò di tempo.

La due giorni romana è stata bellissima e faticosissima. Ho visto tanta di quell'arte che per poco non mi usciva dalle orecchie.
Le mie gambe e i miei piedi stavano per avere un cedimento strutturale.
Io e Mavè come al solito ci siamo trasformati in un misto tra due barboni e due punkabbestia. Passare 48 ore per strada mantenendo una certa "allure" è veramente difficile.
Abbiamo deciso che, se l'anno prossimo ci torniamo, ci portiamo appresso il mio cane perchè per completare il quadro del Punkabbestia il cane ci vuole.
Quest'anno siamo perfino stati sul Ponte Milvio a mettere il lucchetto e tutti pensavano che fossimo fidanzati. E lei che si emozionava tutta e faceva "No, no... siamo amici!". E si metteva a dare spiegazioni agli ambulanti che vendevano i lucchetti. E io che facevo "Ma non stare a dare tutte ste spiegazioni alla gente... Saranno pure fatti nostri!".
Noi il lucchetto ce lo eravamo portati da casa. Ed è il più bello del Ponte Milvio, modestamente.

Ci siamo pure sorbiti il concerto degli "Zero Assoluto" che più che un concerto pareva un programma radiofonico perchè loro parlavano tutti impostati. E poi gridavano in continuazione "Romaaaaaaaa", senza alcun rispetto per noi che cercavamo di dormire.
Le canzoni erano tutte uguali. E le voci erano veramente deboli. Ho avuto un sussulto solo su "Semplicemente" perchè quella canzone è legata veramente ad un sacco di ricordi ed emozioni. Su "Sveglarsi la mattina", la piccola Mavè mi si è svegliata e ci siamo messi pure a cantare.
C'era persino una grezza che faceva la parte di Nelly Furtado.Non si poteva sentire.

Comunque gli Zeri hanno proprio un vasto seguito. Sarà che giocavano in casa ma c'erano un sacco di fanciulli che "cantavano" le loro canzoni a squarciagola... e sapevano perfino tutte le parole. Da non crederci!!!
Io, oltre alle canzoni, mi dovevo pure sorbire gli sfoghi di una coatta romana che parlava con una sua amica. Il suo ragazzo l'aveva mollata e lei era un continuo "Scioè, io sto mmmale". Un pò la invidiavo pure per il candore con cui diceva che stava male. Anche se, secondo me, non stava male neanche un pò.

Stavamo messi peggio noi, che puzzavamo come due capre tibetane.
Comunque a me la gente di Roma piace troppo. E' così alla mano, così disponibile. Li fermi per chiedere un'informazione e loro subito attaccano bottone... fantastici!!

Vabbè, questo Settembre si apre con due novità.

Novità numero uno. Partecipo ad un reality blog. Se volete saperne di più cliccate qui .

Novità numero due: Signori miei, mettetevi al riparo. Ho la macchina. Finalmente, dopo anni di attesa, è arrivata.
E' una 500. no, no. Non quella nuova. Ma nemmeno quella vecchia. Quella dell'era di mezzo.
E' di una bellissima sfumatura di blu.
Dovrò imparare di nuovo a guidare, perchè nel frattempo ho dimenticato. Ma comunque presto sarò "On te road".
Evvaiii. E' finita la schiavitù dei passaggi.
Sono felice come una Pasqua. Chissà quanti danni combinerò.

E voi??? Novità???

NOTA BENE: il resoconto della due giorni è molto parziale e ho omesso volontariamente un sacco di cose che sono successe.
Ma siccome so che sei un pò permalosetto e che a certe cose ci tieni, rimedio.

Quindi, che si sappia, a Roma ho incontrato anche il mio fido amico Giuseppe che si trovava anche lui al concerto degli Zeri ,scortato da due fashionissime guardie del corpo.
Ci siamo visti dopo il concerto, quando io ero vestito da abominevole uomo delle Nevi.
Così non pensi che non l'ho scritto perchè per me non sei importante. E non dire che non ti voglio bene, ok???

giammy alle 13:46 in: vita
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sabato, 18 agosto 2007

A causa di una di quelle associazioni di pensiero che solo nella mia mente si possono creare, ieri sono andato a ripescare dal vortice dei ricordi la mitica Neja, cantante disco dal colore di capelli fiammeggiante.
In particolare, mi sono fatto un'endovenosa di "Fairytale", singolo che qualche anno fa ha spopolato.

C'è un verso della canzone che mi piace, nonostante sia una canzone da Dischiteca (come diceva quel truzzone che abbiamo conosciuto giorni fa sulla spiaggia: "io lavoro alla Dischiteca!!!"), dicevo c'è un verso che mi piace molto: "...open your dreams that will come true".

Eh sì, a volte i sogni basta aprirli un pò, spiegarli come fossero lenzuola stese al sole e diventano reali.
Non sempre, a dire il vero. Ma qualche volta succede. Qualche volta basta condividere un sogno con la persona giusta e quel sogno di materializza.
Con un pò di impegno.

Ho aggiunto un altro pezzettino di cielo nel puzzle della mia vita.
Ci pensate? La vita è come un puzzle. Solo che qualcuno ha buttato la scatola su cui era riprodotto il disegno da comporre, quindi bisogna ingegnarsi. 
Magari non proprio tutte le tesserine sono belle, certe hanno proprio dei colori orribili e fanno paura.
Però ci sono anche le tesserine che vanno a comporre il cielo e quelle sono splendide e una sola tesserina può anche ripagare la fatica e la delusione di aver collezionato tanti pezzi dai colori orribili.

Sono stato al concerto di Elisa.
Mi rendo conto che per molti un concerto è soltanto un concerto. Per me no, o almeno non sempre.
Per me, l'incontro con gli artisti che ho sempre amato, il piacere di vederli esibire dal vivo, la sensazione di diventare parte integrante della loro musica sono un concentrato di emozioni molto intense e importanti.
Magari non per molti è così. Ma a me capita.

E il 16 agosto è stata la volta di Elisa. Un'artista che ho amato sin dalla sua prima canzone, "Labirynth" e che poi ho seguito passo passo. O forse lei ha seguito me, accompagnando la mia vita con un sottofondo di note e parole prezioso come un ricamo fatto a mano.
E poi Elisa e le sue canzoni mi hanno accompagnato anche nell'incontro con persone molto importanti, che comunque hanno condizionato la mia esistenza.
Inevitabile, quindi, che essere presente ad un concerto di Elisa fosse un piccolo-grande sogno da realizzare.

E quindi, quando ho letto di Elisa a Barletta, a due passi da casa mia, ho attivato i neuroni residui in funzione dell'evento.
E, questa volta, sono stato fortunato. Perchè ho trovato il fido Jay disposto a seguirmi nell'impresa e a mettere in moto le sue risorse amicali e parentali per giungere in quel del Fossato del Castello Svevo di Barletta per assistere allo spettacolo.

Dopo le iniziali sfighe (i biglietti non si trovavano e i box office dell'universo erano tutti in ferie), tutto è andato per il verso giusto.

E così i quattro moschettieri, Jay-Giammy-Marianna-Roberta, sono partiti alla volta del Castello, armati dell'aggeggio fallico che veniva brandito come una lancia contro chiunque ostacolasse il nostro cammino.

Io ero più svagato del solito. A metà percorso mi sono ricordato che avevo lasciato i biglietti in macchina di Marianna. Così, mentre le donzelle sono andate in avanscoperta per prendere i posti, io e Giuseppe siamo tornati alla macchina.
Giuseppe, giustamente, mi apostrofava con un "Devi morire!" ma una passante mi ha difeso a spada tratta, dicendo che sarebbe stato un peccato che io morissi perchè ero ancora così giovane.
Io ero tutto contento perchè, perfino una sconosciuta, si era presa la briga di difendere la mia esistenza. So' soddisfazioni.

Ritornati al castello, le fanciulle avevano già ocupato i posti a sedere. Non ci rimaneva che attendere l'inizio del concerto.
Nel frattempo ci siamo deliziati cospargendoci di Autan (che ovviamente avevo portato io), facendo foto cazzone, dicendo stronzate di ogni tipo, partecipando a concorsi a premio truccati, acquistando schede vodafone tarocche e poi, io e la comare Jay, abbiamo passato al setaccio ogni individuo di sesso maschile presente nel raggio di un chilometro.

Dopo una serie di fuochi d'artificio, Elisa è comparsa sul palco, preannunciata dal canto dei grilli, sulle note di "Beautiful Night".
La cornice del Castello era davvero suggestiva. Rendeva tutto un pò più magico.
Elisa era vestita tutta di bianco e sembrava un pò anche lei una creatura fiabesca. 
Ha infilato una dopo l'altra molte delle sue canzoni, intercalandole con pochissime parole. Solo qualche "Grazie" e "Come state? State bene?".
In fondo, quando la musica e i testi sono belli non hanno bisogno di molte presentazioni. Si presentano benissimo da soli. Non c'è bisogno di infiocchettarli con le parole leziose.

Elisa è bravissima. Ha una voce spettacolare, una tecnica e un'espressività incredibili. Ti accarezza con la voce. Te la immagini al tuo fianco, quando sei spaventato, che ti canta una ninna nanna.

"Swan", "Rock your soul", "Una poesia anche per te", "Eppure sentire", "The waves"... solo per citarne alcune.

Dopo la prima parte molto acustica con degli arrangiamenti di archi fantastici lei è uscita dal palco un attimo per poi ricomparire.
E sono partite le note di "Stay".
Era come se ci fosse stato un tacito accordo tra tutti i presenti. Siamo scattati tutti in piedi. Io e Giuseppe ci siamo presi la mano e abbiamo cominciato a saltare e a ballare.
E, fino alla fine del concerto, nessuno si è più seduto. Si è continuato a ballare, a battere le mani, ad alzare le braccia al cielo, a cantare a squarciagola.

E' stato bellissimo. Eravamo tanti. Non ci si conosceva. Ma io mi sentivo straordinariamente unito a tutte quelle persone, c'era un battito comune, una vibrazione positiva che univa tutti in un unico accordo.
Ed era bello. Era puro. Era primordiale.
Era sentirsi solo energia ed emozione. Senza altri pensieri, senza sovrastrutture.

Poi Elisa è tornata per il bis e ci ha regalato "Luce" preceduta da un lunghissimo "Miii..." che sembrava un mantra e mi faceva venire i brividi e, poi, ha concluso rendendo omaggio a Mia Martini con "Almeno tu nell'universo".
Su questa canzone noi quattro ci siamo spinti così avanti, facendoci largo tra la folla, che siamo arrivati a pochi metri dal palco.
Elisa era così vicina che quasi la si poteva sfiorare. E la sua voce e i suoi acuti erano davvero da brivido.
Sarei stato lì ancora ore a sentirla cantare.

Solo musica, niente dolore.

Finito il concerto, siamo andati a recuperare la macchina e siamo tornati a "casa", non prima però di aver preso un bel gelato.
Le amiche di Jay erano molto simpatiche e alla mano e mi sono sentito molto a mio agio con loro.
Per quella notte casa mia è stata casa di Giuseppe. Ho dormito da Lui.

Ovviamente, prima di andare a dormire, abbiamo fatto la riunione del "Club della maglia" e ci siamo messi a pettegolare, a raccontare le nostre cose, a sparare le solite cazate e a commentare i video di MTV e All Music e gli immancabili capelli di Jessica Alba.

Io ho dormito benissimo malgrado le minacce di Jay che sosteneva che se avessi tenuto le imposte della finestra aperte sarebbe arrivato l'Uomo Falena e mi avrebbe rubato il lucidalabbra al lampone.
Infatti, quando mi è venuto a svegliare alle 9.30, mi sono pentito di avergli detto che io mi alzo sempre prestissimo anche quando vado a dormire tardissimo.
Tra l'altro, avevo sognato per tutta la notte gatti che si arrampicavano sul palazzo di casa sua e poi scendevano e poi risalivano e così via.
Ciò è un segno evidente del fatto che anche il mio inconscio sta diventando Gattara Pazza.

Abbiamo fatto colazione, poi sono arrivati i suoi genitori mentre io cominciavo a pensare che fossero delle entità e non delle persone fisiche, dal momento che non si erano prodotti in nessun tipo di rumore mattutino, cosa inimmaginabile dal mio punto di vista, visto che sono abituato a svegliarmi tra le urla di mia madre e mia nonna. Dopo aver constatato che erano lì in carne e ossa, sono partite le presentazioni. Io ho tirato fuori il cinquantenne che è in me e ho cominciato a disquisire con i genitori di Giuseppe degli anni '70, dei giovani di oggi, dell'incapacità dei giovani di oggi di usare carta e penna.

Sembravamo la sezione staccata dei combattenti.

Comunque, vabbè, i suoi genitori sono veramente due persone simpatiche e gentili.

Il tempo di fare qualche altra chiacchiera, vedere qualche foto, preparasi ad uscire. Poi Giuseppe mi ha accompagnato in stazione e sono tornato a casa.

Lì ad attendermi c'erano i problemi di sempre.
Mia nonna che aveva cucinato la pasta un'ora e mezza prima e mio padre che se ne frega se il mondo cade, tanto lui si sposta.
Ma io non ho sclerato, non mi sono incazzato.

Ho preso tutto con una calma serafica ed un sorriso.
Sarà merito del mio nuovo taglio da monaco buddista o forse sarà il fatto che ero veramente felice.

 

 

P. S. Quanto eri bello quando eri batuffolo!!!

P.S. 2: Ma pare così strano che due ragazzi Gay siano soltanto amici??? Io e Giuseppe siamo amici, quindi non scopiamo... Che sia chiaro!!! : D

 

 

giammy alle 12:23 in: musica, vita
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mercoledì, 15 agosto 2007

Qualcuno mi chiedeva nei commenti "Ma non ti eri fidanzato???".
No, non mi ero.
Avevo cominciato un'amichevole frequentazione con una persona che poi ...puff... è sparita nel vento. Un pò come Juliette Binoche in "Chocolat" che appariva misteriosamente con il vento del Nord e, altrettanto misteriosamente, spariva quando il vento del Nord ricominciava a soffiare.

Così è stato di costui. Un bel giorno è apparso all'improvviso nella mia vita e altrattanto improvvisamente è scomparso.
Un appello. Se leggi queste righe dammi un cenno di vita. Giusto per sapere che stai bene.
Malgrado tutto, ci tengo alla tua salute. Non vorrei che, ad esempio, ti avessero rapito gli alieni.

Nel frattempo mi sono rasato i capelli a zero.
Inizialmente l'idea era quella di rasarli ma non a zero, lasciare comunque un qualcosa in testa.
Mi sono armato di macchinetta e ho cominciato a rasare.
Non avendolo mai fatto in vita mia, però, il risultato era alquanto opinabile.
Avevo ottenuto il famigerato effetto "a mozzichi a mozzichi", come si dice dalle mie parti.
Cioè diciamo che il taglio non era propriamente uniforme ma un pò a zone o a macchia di leopardo che dir si voglia.
Così ho dovuto invocare l'aiuto del mio barbiere trasformatosi in hair stylist per rimediare al mio scempio.

Il Buon Aldo, non appena mi ha visto, ha esclamato: "Frete mei ce cazz te si cumbenete!!!" (trad. Fratello caro, che diamine hai fatto???) e mi ha detto che l'unico modo per rimediare era fare tutto della lunghezza di un millimetro. E così si è proceduto alla tosatura definitiva.
Il mio barbiere trasformatosi in hair stylist ha pure chiesto strafottente "vanno bene così o li vuoi più mossi?".

Il rinnovato look ha creato delle verie e proprie fazioni in stile campagna referendaria. C'è il partito del Sì e quello del No.
Il partito del Sì appoggia strenuamente il nuovo look e mi invita ad adottare la tosatura come taglio fisso.
Il partito del No sostiene che arrapato a zero sembro un malato terminale o nella migliore delle ipotesi un monaco buddista e attende una rapida e solerte ricrescita della chioma.

Ad ogni modo, devo dire che il gesto della rasatura è stato molto liberatorio e veder cadere le ciocche di capelli mi piaceva molto. Ogni tanto una piccola pazzia ci vuole, che diamine!

Domani, poi, si realizza un altro piccolo sogno. Vado a vedere Elisa in concerto a Barletta. E' da un pò di giorni che non aspetto altro!!!
Con me ci sarà il mio fido cazzeggiopartner Jay. E ancora una volta Betty ed Emma le maghe della maglia si ritroveranno insieme!

Buon Ferragosto a tutti!
Nel frattempo godetevi il nuovo singolo di Natalie Imbruglia.

Questa donna sarà pure alta un metro e una crocchetta. Ma io la trovo di una bellezza assoluta.
E poi il video è proprio carino. Trasmette un'idea di divertimento semplice e bello. Una birra, un vestitino della bancarella, un pò di musica ed è subito festa.
Ma, poi, che bell'effetto fanno i Fri Fri nel video? A proposito ma voi i Fri Fri come li chiamate???
( I Fri Fri sarebbero quei bastoncini luminosi e scintillanti che si accendono a Capodanno)

 

Natalie Imbruglia - Glorious

Walking Down A Frier Street
Dawn Is Creepin’ Up On Me
Sun —- —- In A Taxi
5:00 Shadow Drinkin’ Coffee
 
 
:BRIDGE:
 
So This Is What It Feels Like
This Is How It Feels Now Im Finally Smilin’ On The Inside
This Is What It Looks Like
This Is How It Looks From The Outside Starrin’ In
 
:CHORUS:
 
And It’s “Glorious”
Just To Laugh Like Us
And The World Will Turn
And It Never Stops
 
Cuz’ Ive Got Nothin’ To Hide
And We’ve Got Nothin’ To prove (Oh Yeah)
 
And It’s “Glorious”
And It’s All I See
On A Day Like This
It Was Meant To Be
 
Now I’ve Got Nothin’ To Find
And I’ve Got Nothin’ To Lose,But You…
And It’s “Glorious”
 
:VERSE:
 
Drinkin’ Wine Back At My House
Remember Somone Says Ya’ Name
I Some How Lost The Conversation
I’ve Fallin’ A Million Miles Away
 
:BRIDGE:
 
So This Is What It Feels Like
This Is How It Feels
When Ya’ Finally Walkin’ On The Inside
 
This Is What It Looks Like
This Is How It Looks
From The Outside Starrin’ In
 
:CHORUS:
 
And It’s “Glorious”
Just To Laugh Like UsAnd The World Will Turn
And It Never Stops
 
Cuz’ Ive Got Nothin’ To Hide
And We’ve Got Nothin’ To prove (Oh Yeah)
 
And It’s “Glorious”
And It’s All I See
On A Day Like This
It Was Meant To Be
 
Now I’ve Got Nothin’ To Find
And I’ve Got Nothin’ To Lose,But You…
 
: OTHER BRIDGE:
 
Keep Wantin’-
A Little… A Little More
Keep Lookin’…Yeah! Yeah!
 
Keep Gettin’-
A Little… A Little More
Keep Wantin’…Keep Wantin’… More
 
giammy alle 10:38 in: vita, esaurimento nervoso
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sabato, 04 agosto 2007

Per certi versi, l'Ameno Paesello è come una puntata dei Simpson.
Ci sono tutti i personaggi folkloristici che si trovano in un piccolo villaggio. E anche qui accadono cose strane.

Nella ricerca di senso che accompagna queste umide giornate sono approdato ad una conclusione.
So cosa voglio fare.

Prenderò il posto della gattara pazza che abitava in fondo alla strada di casa mia.

 


La poverina è scomparsa qualche mese fa. Stroncata da un tumore improvviso. Dei suoi gatti ormai è invaso il quartiere.

Vista la mia totale avversione per il genere maschile, lo stato di zitellaggio ormai avanzato e la decadenza fisica e psichica che mi contraddistinguono, direi che sono pronto per diventare la nuova gattara pazza.

Oddio, i gatti non mi piacciono moltissimo. Preferisco i cani. Ma sempre meglio un gatto che uno stronzo.

Gattara Pazza Forever!!!

 

 

giammy alle 10:31 in: vita
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giovedì, 02 agosto 2007

Sono stato via un pò di giorni. In campeggio, in montagna. A fare l'animatore.
E' stato molto bello e molto faticoso.
Mentre ero lì contavo i giorni che mi separavano dal ritorno a casa.
Come sempre, tornato a casa, non vorrei fare altro che ripartire.

C'era così tanto da fare lissù che non c'era tempo per pensare. C'era sempre qualcuno che chiedeva di te, che aveva bisogno di qualcosa. Non c'era tempo per ascoltare te stesso.
Un microcosmo. 65 persone isolate dal resto del mondo.
Una misura ideale. Conosci tutti. Niente cellulare, niente televisione, niente computer, niente internet.
Solo alberi, montagne, mucche, erba, aria, cose da fare.

Mi piacerebbe ripartire.
Sono di umore nero, sono incazzato.
Non voglio saperne più niente degli uomini e dell'amore.
Ho smesso di crederci.
Basta con i principi azzurri e le favole.
Sono stanco di crederci ogni volta e rimanere sempre più deluso di prima.
Io non ci credo più.
Avevo chiesto solo un pò di sincerità, solo quella. Evidentemente non merito neanche quella.
E' anche vero che il silenzio vale più di mille parole.
Quindi è forse dalla voce del silenzio che dovrei capire.

E ho capito.

Io ho chiuso con gli uomini.

 

giammy alle 11:02 in: vita
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mercoledì, 01 agosto 2007

 

Glitter and be gay,
That's the part I play;
Here I am in Paris, France,
Forced to bend my soul
To a sordid role,
Victimized by bitter, bitter circumstance.
Alas for me! Had I remained
Beside my lady mother,
My virtue had remained unstained
Until my maiden hand was gained
By some Grand Duke or other.
 
Ah, 'twas not to be;
Harsh necessity
Brought me to this gilded cage.
Born to higher things,
Here I droop my wings,
Ah! Singing of a sorrow nothing can assuage.
 
And yet of course I rather like to revel,
Ha ha!
I have no strong objection to champagne,
Ha ha!
My wardrobe is expensive as the devil,
Ha ha!
Perhaps it is ignoble to complain...
Enough, enough
Of being basely tearful!
I'll show my noble stuff
By being bright and cheerful!
Ha ha ha ha ha! Ha!
 
Pearls and ruby rings...
Ah, how can worldly things
Take the place of honor lost?
Can they compensate
For my fallen state,
Purchased as they were at such an awful cost?
 
Bracelets...lavalieres
Can they dry my tears?
Can they blind my eyes to shame?
Can the brightest brooch
Shield me from reproach?
Can the purest diamond purify my name?
 
And yet of course these trinkets are endearing,
Ha ha!
I'm oh, so glad my sapphire is a star,
Ha ha!
I rather like a twenty-carat earring,
Ha ha!
If I'm not pure, at least my jewels are!
 
Enough! Enough!
I'll take their diamond necklace
And show my noble stuff
By being gay and reckless!
Ha ha ha ha ha! Ha!
 
Observe how bravely I conceal
The dreadful, dreadful shame I feel.
Ha ha ha ha!
giammy alle 11:23 in: musica
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