Giammy è gay...
...io rimarrò zitella con le scarpe nuove e tutte le collane!
giovedì, 10 aprile 2008
28 anni e non sentirli...

I compleanni, per me, sono sempre una specie di verifica. Una giornata per fare il punto della situazione, vedere chi c'è, chi non c'è, chi pensa a te e chi no, chi avrebbe dovuto ricordarsi e non lo fa, chi non avresti mai creduto che si sarebbe ricordato e invece lo fa.
E' un giorno in cui faccio il punto della situazione, in cui mi interrogo sui rapporti che ho costruito e sulla traccia che ho lasciato nelle persone che conosco da una vita e in quelle che ho incontrato da poco. Perchè do solo l'impressione di essere un tipo "tosto" ma, in realtà, ho sempre bisogno di conferme, di sentirmi amato e considerato.

Quest'anno il mio compleanno era Lunedì e credevo sarebbe passato in sordina. Inizio settimana, giorno impegnatissimo, non mi sarei meravigliato se in pochi se ne fossero ricordati.
E, invece, è stata una giornata costellata di piccoli lieti eventi, di sorprese piccole e grandi, di sms e chiamate di persone che non credevo neanche che sapessero quando fosse il mio compleanno e invece sapevano perfettamente che era il 7 aprile.

Piccole attenzioni, ma è assolutamente in quei piccoli gesti che si scoprono i particolari più importanti.
E' stata una bella giornata. E, durante una piccola festicciola nella nuova casa, sono riuscito perfino a convincere le mie amiche a farsi mandare un mms con la foto del pisello di quel loro amico che la settimana scorsa ha mandato loro l'mms del suo culo. "Visto il Lato B, ora vogliamo il Lato A". La cosa più curiosa è che il tipo la foto del suo pene in erezione l'ha mandata per davvero...
Ed è stata oggetto di risate per tutta la parte finale della mia festa! Il più brutto pisello che io abbia mai visto in vita mia!!!

Il mio compleanno l'ho festeggiato insieme a Nora Walker, una delle protagoniste di "Brothers and Sisters", una serie TV cui mi sto veramente appassionando. Prima di andare a dormire ho guardato un paio di episodi. In uno era il compleanno di Nora che compiva 60 anni. Soltanto alla fine dell'episodio mi sono reso conto della casualità di vedere la festa di un altro compleanno il giorno del mio.
E c'era un altro episodio in cui si parlava di amore, dell'Amore Difficile.
Questa serie sta diventando grande fonte di ispirazione musicale e dialoghistica. E la consiglio nel modo più assoluto.

Mi auguro che questo possa essere un anno di svolta. Me lo auguro ogni anno a dire il vero. Ma chissà che questa non sia la volta buona.

"L'amore è difficile, voler bene da uomo a uomo, questo è forse il più difficile compito che ci sia stato imposto, l'estrema prova e testimonianza, il lavoro per cui ogni altro lavoro è solo preparazione" 

-Rainer Maria Rilke-

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 09:58 | link | commenti (7) | per la categoria vita
giovedì, 03 aprile 2008
Addio, Hamtaro...

Nottata Storica, quella appena trascorsa, per il pubblico di "Amici".

C'era la De Filippi che indossava la camicetta della Nonnina Ace in abbinamento ad un ibrido tra un paio di guantini in pelle da Biker e un baciamano sadomaso da dominatrice incallita. Ma non era questo il motivo della storicità.

C'era Platinette vestita da clown triste con tanto di parrucca in stile palla di zucchero filato e ciglia piumate delle grandi occasioni. Ma ormai la Platy ci ha abituato a mise ben più ardite.

C'era Jurman sempre più falso e tendenzioso del solito. Ma anche a questo abbiamo fatto il callo da un'infinità di tempo.

C'era Susy in pantacollant nero che crede che così si veda meno il culo a panaro che si ritrova e la Celentano che la apostrofava perfida dicendo "Susy, volevo chiederti, ma come mai da un pò di puntate indossi i pantacollant neri? Sei della juve o è perchè il nero sfina?". Ma anche  a questi mesti siparietti ormai siamo tristemente abituati.

C'era la Marchessa Carta con i suoi belati da caprone tibetano e gli occhietti da eschimese che per poco non sputa un polmone ogni volta che canta. Ma il suo belato-mantra mi ha fracassato così tanto le orecchie in questi mesi che ormai ha perso di forza urticante.

Ormai, guardare una puntata di "Amici" è come canticchiare quella canzoncina: "Ci son due coccodrilli ed un orangotando, due piccoli serpenti e l'aquila reale, il gatto, il topo, l'elefante, non manca più nessuno... solo non si vedono i due leocorni!".
Effettivamente quest'anno si è visto proprio di tutto: elefanti ballerini, la gatta cantante Cassandra, di serpenti e coccodrilli se ne sono visti a iosa e così per tutte le altre bestiole varie. Hanno latitato solo i leocorni... cioè, i talenti. Chè quest'anno di talento ce n'era veramente poco. Salvo solo Roberta, Francesco e Cristina, che proprio perchè era troppo brava è stata fatta fuori ancora prima del serale.

Ma tra tutti gli animali che hanno ravvivato l'habitat De Filippiano durante qesta edizione il più irritante e odioso era senza ombra di dubbio il Topo- Marta!

E proprio per questo motivo la puntata conclusasi da poche ore aveva un che di storico. Finalmente Marta Rossi è andata fuori dalle balle!

Irritante come poche, perfida a tal punto che a confronto Crudelia de Mon sembra Maria Montessori, questa specie di incrocio tra una scimmia urlatrice e un criceto domestico è stata l'insetto infestante del programma.

Di Marta ricorderemo l'umiltà -si credeva Celine Dion con le adenoidi di Mariah Carey e lo stacco di coscia di Christina Aguilera-, la bontà - ha fatto cantare a Pasqualino, che diceva essere il suo miglior amico, Viva la pappa con il pomodoro per metterlo in ridicolo, tanto per dirne una-, la splendida voce - era praticamente la versione femminile di Albano, ma dopo aver ingoiato un cactus che gli era rimasto un pò di traverso-...
Presuntuosa a tal punto che durante questa settimana è arrivata a dire che l'aria della Regina della Notte del Flauto Magico di Mozart (una delle arie più difficili per repertorio lirico) è facile e per niente alta e lei potrebbe cantarla con la stessa serenità con cui si allaccia le scarpe la mattina.

Tutte queste qualità l'avevano resa amatissima, tra l'altro. Ogni sua esibizione era preceduta da un quarto d'ora di "Buuu"  intervallati da amabili e godibilissimi fischi. Solo dopo che la De Filippi aveva chiamato le SS per deportare il pubblico più facinoroso si poteva dare il via all'esibizione.

Da quando poi, nella casetta dei Blu la piccola Marta aveva fatto coppia fissa con l'adorabile Marco Carta, i loro potenziali di perfidia si erano sommati e le loro adorabili bocche di rosa stillavano sorgenti interminabili di veleno capaci di tramortire anche i serpenti più pericolosi.

Capirete bene, quindi, che quando ieri sera la squadra dei Blu ha perso e lei è stata finalmente rimandata a casa, la mia gioia è stata incontenibile e ho dovuto svegliare mia madre, che già dormiva, per comunicarle la lieta novella.

Addio Cara, ti auguro tante bellissime cose. Lontano dalle mie orecchie, però.

 

 

 

 P.S. Nei contributi video potete vedere Pasqualino che imita Marta e "Der Holle Rache", l'aria che secondo Marta è facilissima e per niente alta, cantata da una vera cantante...

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 11:15 | link | commenti (4) | per la categoria tv
mercoledì, 02 aprile 2008
Running

E' molto molto tempo che non scrivo nulla su queste pagine. Non preoccupatevi, sto ancora correndo, non mi sono ancora ritirato dalla gara.

La vita trascorre. E ci sono stati diversi cambiamenti.

Il più importante è quello dello spazio fisico. Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in una nuova casa che, in realtà, è molto vicina a quella precedente. Eppure noi uomini, per qualche strana ragione ci autoconvinciamo che i cambiamenti congiunturali della nostra vita saranno i precursori di epocali cambiamenti strutturali. "Casa nuova, vita nuova!".

Non ricordavo quanto fosse faticoso cambiare casa. Forse perchè l'ultima volta che è successo non ero ancora abbastanza grande.

E poi ho dovuto attendere circa due mesi che avvenisse il collegamento Fastweb. Quindi No internet No telefono... In fondo non è poi così male essere isolati dal mondo. Si fa un pò di pulizia da tutto il rumore che ci circonda quotidianamente.

Per il resto continua la vita tra studio, lavoro e piccole novità. Come il programma radiofonico che ormai conduco da qualche mese.

L'Amore? Quello ancora non si vede. Ma in conpenso ho avuto il tempo di appassionarmi a "Desperate Housewives" e cominciare a guardare tutte le puntate che non avevo mai visto.

Ma questa è un'altra storia.

P. S. Ringrazio tutte le persone che a vario titolo si sono interessate della mia sparizione!

 

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 09:49 | link | commenti (7) | per la categoria vita
domenica, 30 dicembre 2007
With or without you

Adoro queste signorine...

Adoro questa canzone...

Adoro il direttore del loro coro...

Emozionante...

 

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 13:57 | link | commenti (15) | per la categoria musica
mercoledì, 19 dicembre 2007
Keep Breathing

Eccoci qui, dopo aver partecipato a questo reality blog, che è finito nel peggiore dei modi.

Sono stato eliminato nel turno precedente la finale. Ed era quello che voleva perchè quel gioco al massacro mi aveva veramente sfiancato.
Poi, un concorrente è stato espulso e il suo nome è stato cancellato dalle tavole del regno un pò come Akenaton e gli altri due rimasti si sono ritirati.
Insomma, questo concorso è terminato senza nessun vincitore. Forse, era la fine più adatta.

Dopo una piccola pausa di riflessione, in cui ero incerto se chiudere o riprendere a scrivere, chè tanto ormai è da un pò che pubblico solo i post dedicati alle prove, eccomi qui.
Insomma, io ci riprovo. Ma senza garanzie.

L'altro giorno, parlavo con mia zia e lei mi diceva: "Ormai si vive alla giornata". E, purtroppo, è vero, ti alzi e non è che sai mai che cavolo ti succederà nelle 24 ore.

E' da un pò che non faccio quello per cui questo blog è nato. Raccontare di me. Forse non mi va o forse sì, ma preferisco non farlo.

Vediamo cosa è successo nel frattempo.

Sorvoliamo velocemente il capitolo amore. Di amore non ce n'è. E neanche lo sto cercando, a dire il vero.
Mi sembrava di aver incontrato una persona speciale. Che potesse essere speciale. E' finito tutto nel solito tunnel di bugie e di scuse da quattro soldi.
Considerato che era la prima persona a cui davo fiducia dopo l'Essere Oblungo non è stato un bel colpo. D'altra parte, certe volte, mi chiedo come posso trovare qualcuno che decica di amarmi, considerato che spesso non mi sopporto neanch'io.

Vorrei cominciare a prendere lezioni di canto seriamente. L'altro giorno ho avuto finalmente il coraggio di presentarmi in una scuola abbastanza qualificata e chiedere informazioni.
Il maestro era molto simpatico e disponibile e credo che potrei lavorare bene con lui.
"Sappi che studiare canto mette molto in contatto con se stessi". Azz, più di così??? Andiamo bene. Sto meditando sul da farsi.

Giorni di neve. Di freddo e di gelo. "Tu scendi dalle stelle o re del cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo". E con il problema del freddo e della neve il mio paese si è ritrovato a far fronte all'emergenza immigrati.
Ci sono i lavoratori stagionali nel mio paese. Vengono qui dal Marocco, dal Sudan, dalla Somalia per la raccolta delle olive. Ma per loro non c'è posto. Di loro a noi piace solo sfruttare la forza fisica e la manodopera. Finito il lavoro, per loro non c'è posto.
E loro si adattano. Dormono nei capannoni abbandonati, in locali pericolanti, in posti che non ci si sognerebbe mai di adibire neanche a stalla. Senza luce, senza acqua corrente, senza riscaldamento, senza servizi igienici.

E poi è arrivata la neve. Il volontariato locale si è organizzato per cercare una sistemazione provvisoria per queste persone, almeno nei giorni di gelo. E abbiamo rotto un pò le palle all'amministrazione.
Ma i tempi dell'amministrazione sono lunghi e le risorse dei volontari insufficienti. Così la neve si è sciolta.
E, come dice sempre mia nonna, "Quando la neve si scioglie tutti gli stronzi che sono stati coperti ritornano a galla".
Non c'è stato neanche bisogno che dicessimo che non potevamo accoglierli più. Con grande dignità sono venuti a prendersi le loro cose. Le coperte che avevamo dato loro, scarpe, calzini, un pò di abiti e sono tornati nei loro tuguri.
Con grandi sorrisi, dicendo "Grazie" un'infinità di volte, come se avessimo fatto chissà cosa. Noi li abbiamo lasciati con la promessa che ci impegneremo a trovare per loro una soluzione con l'amministrazione. Ma nel frattempo loro tornano nella miseria nera, ringraziandoci.

Non ci si dovrebbe sentire bene quando si fa il bene? Beh, io mi sento uno schifo.

Oggi pomeriggio c'è anche il funerale di quella piccola anima che se ne è andata a soli tre anni per problemi al cuore. E io non ho ancora deciso se ho le palle di andarci o meno.

Buone Feste a tutti, comunque. 

 

 

 

Ingrid Michaelson - Keep Breathing

The storm is coming but I don't mind.
People are dying, I close my blinds.
 
All that i know is I'm breathing now.
 
I want to change the world...instead I sleep.
I want to believe in more than you and me.
 
But all that I know is I'm breathing.
All i can do is keep breathing.
All we can do is keep breathing now.
 
All that I know is I'm breathing.
All I can do is keep breathing.
All we can do is keep breathing now.
 
All we can do is keep breathing
All we can do is keep breathing
All we can do is keep breathing
All we can do is keep breathing.
All we can do is keep breathing now.
 
Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 11:37 | link | commenti (11) | per la categoria vita
sabato, 01 dicembre 2007
Miss Rocchetta Bellezza 2007

Giammy è in finale al concorso di Miss Rocchetta Bellezza.

Maria Giovanna Maglie, travestita da Lindsay Lohan, gli chiede perchè gli italiani dovrebbero votare per Lui e fargli vincere l'ambita fascia.

Miss Giammy lancia il suo messaggio alla Nazione.

Votate, votate votate.

Ricordate che Giammy è la numero 27. E, soprattutto, che è bionda naturale...

 

 

 


P.S. Questo post partecipa a Quorum

P.S.2: Ringrazio Scatterhead per i suggerimenti software e hardware

P.S. 3: Scusa se non ho aspettato che tornassi per fare una cosa più decente ma dovevo uscire...
Se vinco la fascia la dedicherò a te...

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 18:50 | link | commenti (8) | per la categoria quorum
mercoledì, 21 novembre 2007
Dal catalogo Pornalmarket

 



Questo post partecipa a Quorum.
All'interno di questo post troverete una special guest.
Ringrazio Sciummunu' per la realizzazione grafica, per la disponibilità e per aver interpretato Nando alla perfezioni.

Sciummunu' appearscourtesy of Sciu' Bros & Co.

 

p.s. per ingrandire l'immagine, basta cliccarci sopra... dolcemente

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 18:52 | link | commenti (7) | per la categoria quorum
sabato, 10 novembre 2007
In My Shoes

In inglese si dice "put yourself in my shoes", per dire "mettiti nei miei panni"... capiscimi...

Letteralmente, mettiti nelle mie scarpe.

Ho pensato a lungo a come cinque immagini potessero dire qualcosa di me, raccontarmi e a cosa fosse opportuno ritrarre.

Ho deciso di cominciare dalla base. Di raccontare me stesso tramite un oggetto di uso quotidiano. Forse banale, ma compagno di tutte le mie avventure, testimone inconsapevole di tutti i miei percorsi, strumento per raggiunere le mete a cui tendo, sostegno nei momenti di stasi, riparo nelle pause, nei momenti di relax, nello sbraco.
Le mie scarpe...

Chi può dire di conoscermi meglio delle mie scarpe?

 

Danzo, come se nessuno mi guardasse...

 

 

Cammino, come se nulla potesse fermarmi...

 

Sogno, come se nulla potesse svegliarmi...


Coloro, come se il bianco e il nero non esistessero...




"Ci sono strade che somigliano alle vite, che percorri tutte in un momento..."




 

P.S. Questo post partecipa a Quorum . Le mie foto vi racconteranno anche che sono un pessimo fotografo. E la presentazione becera vi spiffererà che non ci capisco nulla di grafica.

Ma, mettetevi nelle mie scarpe...

 

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 14:06 | link | commenti (12) | per la categoria quorum
mercoledì, 31 ottobre 2007
La Vergine di Odessa

Non so voi, ma io sono A-F-F-A-S-C-I-N-A-TO dalla serie Tv "Heroes". Affascinato con la stessa intonazione con cui la Marchesini diceva, imitando la Lollo, che era affascinata dal popolo russo.

Inizialmente non ci capivo molto, a dire il vero, ma poi, pian piano, snocciolando le varie puntate, mi sono appassionato. 
Ovviamente, come sempre accade ogni qualvolta mi appassiono a qualcosa, la serie ha avuto bassissimi ascolti ed è stata sospesa.
Vabbè, hanno già detto che trasmetteranno le ultime 4 puntate della prima stagione in seconda serata, di mercoledì.
Ma comincio già a subodorare la possibilità che non vedremo mai la seconda stagione in Italia e che, quindi, mi toccherà scaricarla selvaggiamente da qualche luogo.

Ad ogni modo, questo serial parla di persone tutto sommato normali che un bel giorno si scoprono delle speciali abilità.
Che ne so, c'è la spogliarellista di Las Vegas che ha una forza straordinaria e squarta in due un uomo alto un metro e ottanta come se fosse una mela renetta; c'è il giapponesino che piega il continuum spazio temporale e quindi ferma il tempo oppure si teletrasporta, solo che i suoi poteri sono ancora un pò acerbi e quindi non si teletrasporta quasi mai dove vorrebbe; c'è il candidato alle presidenziali che vola come un jet dell'aeronautica; c'è il poliziotto che ti legge nel pensiero, il che è fastidiosissimo se magari stai pensando che hai bisogno di fare la ceretta all'inguine; c'è il pittore drogato che dipinge il futuro; c'è quella che ha la voce così suadente che riuscirebbe a convincerti perfino ad avere un rapporto completo con Maria De Filippi.
Insomma ce n'è pe tutti i gusti.

Ma l'eroina che, su tutti, ha suscitato in me più interrogativi è lei, Claire Bennett.


La nostra Claire, in apparenza, è una qualsiasi cheerleader di un liceo un pò scrauso del Texas.
Carina, un pò nana, bionda col colpo di sole selvatico, come tutte le cheerleader americane.
Pare un pò la Cardullo, il libero della nazionale femminile italiana di Pallavolo, ma un pò meno rustica.


Ma la nostra Claire ha un segreto. No, non usa Tena Lady perchè ha un problemino di piccole perdite.

La Nostra Claire possiede la facoltà della rigenerazione. Le sue cellule si rigenerano all'istante.
Si taglia? La ferita le si rimargina immediamente. Si rompe una gamba? Se la rimette a posto e ricomincia subito a zompettare come la Parisi nella sigla di Fantastico 6. Le cade una conifera in piena faccia e la riduce come Marta Marzotto dopo 18 interventi di lifting? Pochi secondi e lei ritorna fresca e soda come una pesca noce appena colta.

 

 

Ora, pensate un pò quanto può essere utile tutto ciò!
Ti si rompe un unghia proprio quando avevi finito di farti la french? Che te ne frega, ti ricresce all'istante! Un ritocco allo smalto e sei perfetta!
Ti bruci la fronte mentre ti stai piastrando i capelli? Che te ne importa! Due secondi e la bruciatura è sparita!
Ti piacciono tanto quei sandali gioiello di Jimmy Choo ma esiti ad acquistarli perchè sai già che cadrai dal tacco 13 e ti disintegrerai la caviglia? Comprali! Anche se cadi e ti ritrovi la gamba completamente scomposta, la rimetti a posto e in un attimo sei di nuovo in passerella. Ma stai attenta a non sporcarti le scarpe di sangue!

Il potere di Claire però mi ha suscitato un paio di domande per le quali avrei bisogno del vostro supporto per arrivare ad una risposta motivata e definitiva.

Funzionerà anche con i peli superflui? No perchè, se così fosse, sarebbe una bella seccatura.
Ti fai la ceretta e un attimo dopo i peli sono di nuovo tutti lì, più irti e setosi di prima.
A vedere la Claire, non si direbbe. Però magari lei è poco pelosa di natura, oppure ha i peluzzi biondi che non si notano.

E poi, la domanda più importante e più tormentosa.
Se il corpo di Claire si rigenera, le si rigenererà anche l'imene. Quindi ogni volta, sarà come la prima volta.
"Mamma, non sono più vergine! Ah no, scusa, l'imene mi è ricresciuto, mi sono riverginata!".
Insomma, anche questa una gran bella seccatura.
Inviterei tutti i fan di "Heroes" ad illuminarmi con le loro preziose opinioni sull'argomento.
Claire rimarrà vergine a vita o no?
Se no, perchè? Se sì, possiamo mettere Santa Claire Bennett Immacolata nel calendario???

So' problemi!!!

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 12:15 | link | commenti (19) | per la categoria tv
lunedì, 29 ottobre 2007
Girotondo
Questo post è la mia parte della prova di gruppo per Quorum. Seguiranno  i racconti di Sciummunu' e di Scatterhead.




Episodio I - Amara Terra Mia



E’ da un po’ che aspetto questo maledetto treno. Sarebbe dovuto arrivare mezz’ora fa. E’ notte fonda. Le persone intorno a me cominciano a spazientirsi, io comincio a sentire un po’ di magone.
Avrei fatto bene a dire a mamma di restare ancora un po’.
“Vuoi che restiamo fin quando arriva il treno?”. “Ma no, mamma, è tardi. Andate un po’ a riposare che domani dovete lavorare, il treno arriverà tra pochi minuti.”
 
Odio gli addii. Odio che debbano vedermi piangere. Sono sempre stata quella forte. E non voglio che si preoccupino per me. E allora era meglio salutarsi quando ancora ero capace di sorridere e di liquidare tutti con le mie solite battute del cavolo.
“Ciao, piccola mia, e, ricordati, se non stai bene chiama e io ti vengo a prendere subito!”.
Papà! Papà! Non lo capirai proprio mai che sono cresciuta. Per te sono rimasta sempre la ragazzina di 12 anni che ti telefonò dal campeggio per farsi venire a prendere, perché non stava bene.
“Papà, non sto bene, per favore vienimi a prendere…”, ti dissi tra le lacrime alla cabina telefonica di quel paesotto di montagna. E, poche ore dopo, eri lì. Tra lo stupore generale dei miei compagni che si chiedevano se fossi arrivato in elicottero o su un jet supersonico. E la sera eravamo già a casa a mangiare gli spaghetti cucinati da mamma.
 
Eppure di tempo ne è passato, la “tua bambina” ha fatto molte cose e di strada ne ha fatta tanta, tutta sulle sue gambe.
 
Questo treno mi sembra un po’ la metafora di tutta la mia vita. Sono arrivata in stazione prestissimo, quando ancora non c’era nessuno eppure sono ancora qui ad aspettare.
Mi sono laureata prima di tutti. In Giurisprudenza. 110 e lode.
“Una laurea in giurisprudenza ed un bicchiere d’acqua non si negano a nessuno”, diceva sempre il mio professore di Diritto Penale.
Quanto aveva ragione! Quanti caproni ho visto laurearsi e “sistemarsi” in questi anni. Quanta gente è arrivata in stazione dopo di me ed è salita sul treno, spintonando, beccandosi il posto migliore, mentre io ero lì con i miei fermaglietti a forma di ranocchia e aspettavo, dicendo a me stessa che domani sarebbe toccato a me, che la ruota sarebbe girata e avrei avuto anch’io un po’ di fortuna.
 
E, nel frattempo, ho fatto la mia bella pratica in uno studio dal grosso nome e dall’altrettanto grande voglia di sfruttare. Due anni di scuola forense che ho pagato con i miei soldi, facendo i salti mortali. Diversi articoli pubblicati sulle riviste giuridiche. L’esame di Stato per abilitarmi alla professione di avvocato, superato a pieni voti pochi giorni fa.
 
Lavoro? Sì, tanto. Ma senza alcuna retribuzione.
“Devi ringraziarci che ti facciamo fare pratica qui, per te dovrebbe essere un onore”. Ma non è con l’onore che ci si riempie la pancia.

L’altro giorno ho sentito Nicola, quel ragazzo che faceva il segretario in studio e che, prima di lavorare da noi, faceva il cuoco.
E’ tornato a fare il cuoco. Era da un po’ che non ci sentivamo.
“Sai, Lidia, sono tornato a fare il cuoco. In due mesi di stagione ho guadagnato più di quanto avrei messo da parte in 11 mesi di studio. Sto facendo un corso di cucina agli inglesi e le mie ricette sono finite su un giornale importante”. Abbiamo riso tanto insieme, al telefono.
 
Lo dico sempre. Se rinasco, voglio imparare un mestiere.
 
Adesso che ci penso, ieri notte ho sognato che facevo la PR di un gruppo musicale e il sogno era tutto in inglese. Deve essere stata la conversazione con Nicola.
 
Oggi dovrei essere contenta. Oggi che, dopo anni di complimenti gratuiti, di fumo negli occhi e di speranze disattese, sto per afferrare qualcosa di concreto.
Ho trovato lavoro. Farò parte dello studio legale di una grossa azienda al Nord e lo stipendio non è neanche male.
Ma non ci riesco proprio ad essere felice perché “io vado via” e perchè fare l’avvocato di una grossa azienda è l’ultima cosa che avrei voluto fare.
 
Mi sembra di tradire i miei principi, di rinnegare tutte le volte che ho detto che il Sud ha bisogno di noi, che per migliorare bisogna che le intelligenze rimangano qui a sforzarsi di cambiare le cose. E mi sembra anche di rinnegare i miei sogni, di veder allontanarsi sempre di più il progetto che ho inseguito per una vita di diventare magistrato.
 
Già, il magistrato. “Non ce la farai mai senza raccomandazione”. Sentenziavano gli allocchi del paese. “Sì, sei brava e preparata ma la raccomandazione ci vuole!”.
E, infatti, non ce l’ho fatta. Ci ho provato. Ho studiato tanto, ma non è stato sufficiente. E chissà quando pubblicheranno il prossimo bando di concorso. E quando ci sarà il prossimo concorso io dove e chi sarò?
 
Ho paura.
Ho paura di svegliarmi un giorno e di non essere più la stessa Lidia di oggi. Quella che va in tibunale con le scarpe da ginnastica, la borsa della carica dei 101 e le ranocchie tra i capelli. Quella che ha studiato giurisprudenza per risanare le ingiustizie e difendere i più deboli, che adora Aldo Moro, che si indigna di fronte ai soprusi.
E se un giorno dovessi non indignarmi più? E se domani mi fossi così lentamente abituata alla puzza di merda dei compromessi da non sentirla più? E se anch’io mi ritrovassi ad avere un unico grande Dio, il denaro?
 
A volte vorrei che la vita fosse come in quel film, “L’avvocato del diavolo”, che tu avessi la possibilità di vedere in anticipo le conseguenze delle tue scelte, di prevederle. E se non fossero andate come speravi, di cambiarle, di ritornare al punto in cui hai imboccato il bivio e di scegliere l’altra strada.
Ma questa è la vita, non si può tornare indietro, si può solo andare avanti.
 
Puoi solo stare qui, aspettare che il tuo treno arrivi, metterti le tue adorate cuffiette nelle orecchie. E lasciare che la musica interrompa per un attimo tutti questi pensieri. Tenere il tempo con le mani, muovere appena le gambe. E sperare che andrà tutto bene. O che almeno non faccia troppo male.
 
“Addio, addio amore, io vado via, amara terra mia, amara e bella”



Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 18:08 | link | commenti (9) | per la categoria
mercoledì, 10 ottobre 2007
La Transustanziazione

Uno degli argomenti che ha tenuto sempre sulle spine i teologi, cattolici e non, è, senza ombra di dubbio, quello della "Transustaziazione". Dice, che d'è?

Cerco di spiegarlo in due parole. E' il dogma secondo cui durante la preghiera eucaristica, nella celebrazione della messa, il pane e il vino diventano il corpo e sangue di Cristo. Secondo questo dogma, il pane ed il vino consacrati conservano solo l'apparenza della materia precedente alla preghiera eucaristica, perché nel loro intimo la forma sostanziale o principio costitutivo cambia perché esso diventa, per opera della Trinità, realmente il Corpo ed il Sangue del Signore.

Secondo il Compendio al catechismo della Chiesa cattolica Romana, la transustanziazione è

  "la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate. ".

Dice, ma com'è possibile? E' na cazzata. Cioè il pane che diventa carne e il vino che diventa sangue... nze pò sentì!

E, infatti, sono secoli che filosofi e teologi di ogni estrazione si arrovellano sull'argomento, cercando prove e dimostrazioni tra le più disparate che avallino o smentiscano la sussistenza della transustanziazione, cioè del passaggio di sostanza.

Ebbene è con somma gioia che Vi annuncio la Verità. Liddove schiere di eminenti studiosi hanno fallito è arrivata l'egida di nostra Signora de L'Oreal.

Dice, che c'entra mo La L'Oreal con il dogma della Transustanziazione? C'entra e come invece!!!

Nostra Signora de L'Oreal infatti ha lanciato sul mercato una nuova linea di prodotti struccanti ad altissima efficacia, Demaq' Expert . All'interno della linea di struccanti di ultima generazione, c'è un prodotto che ha del miracoloso: il Latte diventa Tonico.

L'Oreal crea un latte struccante che si trasforma, in un secondo momento, in un tonico rinfrescante. Una texture che si trasforma durante l'applicazione, per un rituale struccante completo in un unico gesto.
Praticamente è un latte detergente che transustanzia, che da latte diventa tonico!

Ora, io non so se vi rendete conto dell'importanza epistemologica di questo prodotto! Questo cosmetico dimostra che la Transustanziazione è possibile e che, quindi, se il latte diventa tonico è decisamente possibile che il vino diventi sangue.
Più che un'innovazione nel mondo dei cosmetici questo è la Rivelazione di una Verità, le cui implicazioni potrebbero essere sconvolgenti...

E non liquidate la questione con il solito cinismo, affermando: "Sarà una palla!". L'ho provato sulla mia pelle ed è effettivamente così. All'inizio è una cremina bianca, anche vagamente inquietante, perchè ricorda tanto una cosa di cui non è il caso di parlare in un trattato di teologia, e poi, durante l'applicazione diventa tonico. C'è da gridare al miracolo.

E Nostra Signora de L'Oreal è ben conscia delle importanti implicazioni teologiche della sua nuova linea di struccanti. Tanto che ha scelto, come Ambasciatrice Demaq' Expert, Linda Evangelista.
Un' Evangelista, per l'appunto, affinchè il lieto annuncio del miracolo del latte che diventa tonico fosse diffuso in tutto il globo.
Altro che le nozze di Cana o il Sangue di San Gennaro. Qui parliamo di un miracolo democratico, contenuto in un tubetto, alla portata di tutti e che si ripete ogni volta che si applica il prodotto.
Uno schiaffo allo scetticismo, un terremoto per l'elitarismo di tutti i precedenti miracoli, praticamente una rivoluzione.

E, su tutto, Linda, novella Maria Maddalena, che è lì per dichiarare al mondo "Convertitevi! E credete! ".

Adesso, io mi chiedo, di fronte a tutto ciò cosa fa Papa Ratzinger, se la dorme? Non scrive una bella enciclica? Non convoca un Concilio straordinario? Rimane arroccato nelle posizioni oscurantiste dell'ecclesialismo ufficiale?

Non temete, combatterò la mia battaglia per la Verità. Santa Linda Evangelista, aiutami tu!

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 11:57 | link | commenti (24) | per la categoria buone notizie
sabato, 06 ottobre 2007
Addio
La mia terza prova per quorum. Il tradimento. Nelle parole di un'amante


Stavo venendo in veranda a chiederti se ti andava un caffè.
Ti ho sentito bisbigliare al telefono. Stavi parlando con qualcuno. Sono rimasta dietro la tenda, così che tu non mi vedessi.
Non c'ho messo molto a capire con chi parlassi.
D’altra parte, le tue telefonate, di solito, le ricevi davanti a me, senza problemi. Ed era poco verosimile che tu ti fossi allontanato per non svegliarmi, solitamente non ti dai molta pena: mi svegli e basta.
Avevi chiamato casa. O forse loro hanno chiamato te, non so. E al telefono c’era tuo figlio, Luca. Questo bambino che non ho mai visto, ma che ormai mi sembra di conoscere. 6 anni, fa la prima elementare. E’ un ragazzino sveglio e un po’ rompiscatole con le sue mille questioni sulla vita e sul mondo.” Com’è ?”, ti ho chiesto una volta, “fisicamente, intendo.”. Credo fossimo a casa mia, sul divano, a guardare uno di quegli sciocchi film d’azione che tu adori e che io detesto.
“Se avesse la cicatrice in fronte sarebbe uguale a Harry Potter”, dicesti ridendo. E io mi figurai questo bambino di sei anni con degli enormi occhiali, i capelli a zazzera e la sciarpa del Grifondoro al collo.
Una volta, infatti, mi avevi raccontato che aveva messo in croce sua nonna perché gli facesse una sciarpa a fasce gialle e rosse, proprio come quella che aveva visto nel film di Harry Potter, malgrado fosse piena estate.
“Il piccolo dittatore del tuo cuore”, così l’hai chiamato una volta.
Non la sentivo la voce di Luca al telefono, ma dalle tue risposte non era molto difficile intuire che cosa ti stesse dicendo. “Che ci sei andato a fare a Roma, papà?”. “Sono venuto ad un covegno di medici, una cosa da grandi”. “Quando torni, papà?”. “Non ti preoccupare che papà torna presto”. “Papà, mi manchi!”. “Mi manchi tanto anche tu, Luca”. “Mi porti un regalo quando torni da Roma?”. “Sì, non ti preoccupare, quando torno ti porto un bel pupazzetto”.
Mi si è stretto il cuore. Come glielo spieghi ad un bambino di 6 anni che non tornerai? Che non sei andato a Roma per un convegno di medici , ma che sei venuto qui con la precisa intenzione di cominciare una nuova vita? Con me.
Con me che ho trovato un nuovo lavoro da infermiera qui e ti ho detto “Seguimi”. Già, come glielo spieghi? Come glielo spieghi tu che non sei neanche riuscito a dirlo a tua moglie?
Se qualcuno sapesse mi bollerebbe subito come una puttana.
Una donna per bene non scopa con un uomo sposato con due figli. Perché agli occhi della gente è questo che fanno gli amanti. Scopano. Un’amante sa fare a letto tutto quello che una moglie non può fare. Perché le donne sono tutte troie, eccetto la propria moglie.
E forse hanno ragione a dire che sono una puttana.
Ma una puttana innamorata. Sei il mio sbaglio più grande.
E quando ci penso a tutta questa situazione mi viene un sorriso. Un sorriso di quelli amari. Perché penso a tutte le volte che mi hanno raccontato di storie di “corna” e mi sono messa lì a giudicare arciconvinta che una cosa del genere a me non sarebbe mai successa.
Ma è proprio vero, non bisogna mai essere troppo severi nei giudizi nei confronti degli altri perché, poi, spesso, ci si ritrova a fare di peggio.
E io mi ritrovo qui, ad amare te, in fuga con te, che hai un figlio attaccato al telefono che crede che tu tornerai presto.
Eppure io dovrei essere l’amante, quella spensierata, quella che non si fa sensi di colpa, quella che si limita a farti i pompini che tua moglie non ti ha mai fatto.
Ma non ci riesco. No, io non ci riesco.
Quanti Natali ho passato senza di te, quante pasquette, quanti San Valentino. Quante volte, di notte, ho voluto che tu fossi lì a tenermi la mano ma tu non c’eri.
E adesso sono qui a un passo da tutto questo.
Eppure non riesco a sentirmi felice. Pensando che la nostra felicità debba essere una palafitta costruita sulle lacrime di un bambino che da grande sogna di saper fare le magie.
Quindi, amore mio, stavolta voglio farla io una piccola magia.
D’altra parte, la “Traviata” è sempre stata la mia opera preferita.
Io vado. Ho comprato due pupazzetti per Luca. Sono due lucciole di plastica. Se le tieni vicine vicine ad un neon, poi, al buio, brillano.
Tu torna a casa. Non cercarmi,non ti voltare.
Non ti preoccupare, Luca. Papà torna a casa. Per Davvero.
Addio.
Laura
Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 15:01 | link | commenti (13) | per la categoria quorum
lunedì, 01 ottobre 2007
Sai la gente è strana...

C'è chi è sposato ed ha la moglie al ballo e ti alza la maglietta perchè vuole vedere la pelle nuda. Le gente è strana.

C'è chi finge di stare male. E poi finisce per far ammalare sua madre seriamente. La gente è strana.

C'è chi "tanto io tra qualche giorno vado a Lecce", quindi poi chi se ne fre ga se poi tutto il mondo intorno a me va a rotoli. La gente è strana.

C'è chi ferma quella tua amica per strada. E la assilla dei suoi inesistenti problemi. E quella tua amica ha il padre che ha un cancro. La gente è strana.

C'è quello che ti manda un sms per chiderti come mai sei acido con lui. Che lui è una brava persona. Acido??? Stavamo semplicemente scherzando. La gente è strana.

C'è quella tua amica che è così egoista che sta mandando il suo ex fidanzato al manicomio. Ma, in fondo, chi se ne frega??? La gente è strana.

C'è chi dice di conoscere una persona. Ma è così incentrato su se stesso da non rendersi neanche conto che quella persona cammina per strada parlando da sola. La gente è strana...

 

Potrei continuare questo peana ancora molto a lungo... ma non mi pare il caso.

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 14:01 | link | commenti (10) | per la categoria vita
sabato, 22 settembre 2007
Do Tears Dry on Their Own?

La mia seconda prova per quorum2

Hai presente quando tutto si combina in modo tale da riportare in superficie quei cadaveri che a fatica hai affogato nel tuo personalissimo lago dei ricordi?
Non so se ce l'hai presente. A volte mi chiedo se tu ce l'abbia un lago dei ricordi. E ammesso che tu ce l'abbia non è detto che lì dentro ci sia il mio cadavere. Forse non c'è stato neanche bisogno di attaccarmi un masso al collo e buttarmi lì dentro, perchè magari non c'era nessun ricordo da seppellire.

E l'altro giorno il caso ha deciso di disseppellirti, di ricordarmi che tu ci sei stato, che ci sei ancora, per quanto io mi sforzi di fare in modo che il tuo nome non compaia nè nei titoli iniziali nè in quelli di coda del film della mia vita.

Eravamo seduti al PC, io e il piccolino. Lui si è messo a giocare con i pulsanti, come sempre. Non ho idea di quali sequenze di tasti abbia potuto inventare stavolta.
Fatto sta che ha aperto un gioco. "The Sims 2". Il nostro gioco. Quello a cui ti piaceva tanto giocare in quegli stupidi pomeriggi passati a casa mia a fare tutto e niente. Quello in cui Tu ti eri divertato a creare una famiglia il cui cognome è l'unione dei nostri. E ti eri divertito a creare me e te. A farci più simili possibili all'originale.

Sono entrato in casa nostra. Eravamo ancora lì. Non era cambiato niente. Tutto era ancora come l'avevamo lasciato quando abbiamo salvato la partita per l'ultima volta.
E' passato molto più di un anno da allora. Tu sei andato. Anzi, non è esatto. Sono io che non sono più voluto restare. Non a quelle condizioni. Perchè quando il gioco della vita non è bello almeno quanto quello del computer, allora non ha senso giocare. E un giorno ho detto: "Non gioco più, me ne vado".
Ma sai, la vita non è come nei Sims. Chiudi la partita e rimane tutto com'è. Nella vita chiudere le partite fa male. E tu non vuoi salvarle. Vuoi dimenticare. Vuoi andare avanti. Vuoi sopravvivere.

Ho sorriso, vedendoci ancora lì seduti sul divano nella nostra casa in via Sim numero qualcosa. Almeno lì il nostro sentimento era rimasto intatto. E io e te eravamo una famiglia. La famiglia che probabilmete non avrò mai.

Sai come mi sento in questi momenti? Mi sento come Amy Winehouse nel video di quella canzone che prima mi faceva schifo e adesso mi piace tanto. Ce l'hai presente?
C'è lei che cammina per la strada e intorno le succede di tutto, ma lei semplicemente cammina, senza curarsi di nulla.
E' così che mi sento. Mi sembra di aver camminato tanto, ma senza andare da nessuna parte. In un mondo che ti spintona ma non si ferma mai a guardare oltre quello che vuoi mostrare.

E, dopo aver sorriso, ho pianto per qualche istante. Ma non importa, sai, sono solo lacrime, sono acqua, sale e qualche lipoproteina. Si asciugano da sole.

A volte, mi chiedo come sarebbe stata la vita se io fossi stato diverso. Se ci saresti stato comunque.
Ricordo quando quel giorno una zingara mi disse che in un'altra vita ero stato una ballerina di danza classica russa.
Deve essere stata proprio una bella vita. Danzare, danzare, danzare.

In quegli istanti, immagino la mia vita futura. La mia prossima incarnazione. E mi dico che forse, la prossima volta, andrà meglio. Che resteremo insieme per la vita non solo nel gioco, ma ce la giocheremo tutta insieme la nostra vita, sul serio.

O forse è già successo. Forse quando ero una ballerina russa era con te che danzavo. Eri tu che mi prendevi la mano mentre ero sulle punte.

Troppe domande. Troppi mondi possibili. Una sola realtà.

Ed è ora che tu torni lì da dove sei venuto. Nel tuo laghetto, dove i ricordi non fanno paura.

 

Ringrazio Jay per la consulenza immaginifica

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 15:33 | link | commenti (11) | per la categoria quorum
giovedì, 20 settembre 2007
Isola dei Famosi: Frosinone edition

Ragazzi miei, perdo colpi. Qui mi comincia l' Isola dei Famosi e io neanche me ne rendo conto.
Solo per puro caso, ieri, al ritorno dalle mie scorribande, intorno alle 23,00, mi rendo conto che ha avuto inizio l'ennesima sfolgorante edizione del programma.
Poco male, tanto bastano tre minuti per capire tutto.

A proposito, ma sbaglio o la Ventura aveva dichiarato tempo fa che non avrebbe più condotto l'Isola??? Cos'è, le è apparsa la Madonna di Fatima che le ha chiesto di continuare imperterrita la sua opera di redenzione delle masse?

Ogni anno, mi dico che il cast ha raggiunto i vertici dell'anonimato nella scelta dei concorrenti. Ma puntualmente, ogni anno, vengo smentito.

Cioè, per dirvi, quest'anno la Salvalaggio, che ha partecipato a una qualche edizione di Miss Italia, arrivando seconda o terza, è una delle più famose. Alcuni personaggi sono veramente inquietanti.

Ad ogni modo, l'edizione è piena di novità sfolgoranti. Innanzitutto la Ventura ieri non era vestita da Bagasha a saldo nè da clown del circo Togni. Forse che ciò dipenda dal fatto che ha litigato con Dolce e Gabbana? Se così fosse, ben venga il litigio. Vabbè, a dirla tutta, sembrava un pò la Marini alla presentazione della sua collezione di intimo sexy. Ma è comunque un passo avanti.

Inoltre, la Super-Simo ha deciso di lanciare un nuovo stile di conduzione. Mi si abbaldracca di fianco sul pavimento e da lì conduce tutta la puntata in stile "Paolina Bonaparte". Ovviamente, non si può vedere.
Nel caso in cui soffrisse di vene varicose e gambe stanche le ricordo che, usando Essaven Gel, può trarre enormi benefici.
Quell'immenso calderone ribollente di idee che è la Simona Nostra ha anche cambiato il grido di battaglia da proclamare alla fine di ogni blocco. Fino all'anno scorso era: "Crederci sempre, arrendersi mai". Che era anche bello. Solo che la Verdura lo proclamava ogni nanosecondo e veniva voglia di picchiarla con un ramo di quercia.
Adesso, l'urlo di battaglia è : "Guardatevi le spalle!". Io, ogni volta che lo diceva, mi giravo, malgrado fossi solo nella stanza, e pensavo che ci avrei trovato Samara di "The Ring", desiderosa di mandarmi al creatore. Per fortuna non c'era. La cosa più simile a Samara era Manuela Villa che non ho capito se aveva un polpo gigante in testa o se quelli sono veramente i suoi capelli.
Tra l'altro questo "Guardatevi le spalle!", detto proprio quest'anno che nel cast ci sono Cecchi Paone e Malgioglio, crea un certo panico nei concorrenti che ogni volta che la Ventiura parte con il grido di battaglia pensano che Cecchi Pavone e Cristiana stiano per ingropparseli.

Cecchi Pavone ritira già a buon diritto la fascia di "Miss Coerenza 2007", oltre che di "Miss Mary Ragazza in Gambissime".
Rimembro ancora la sua sceneggiata napoletana ai "Telegatti" del 2000 in cui il "Grande Fratello" aveva vinto come miglior trasmissione di costume e cultura, soffiando il premio alla sua "Macchina del Tempo".
Cecchi Paone partì con una dura invettiva contro i reality, sottolineando come non potessero essere assolutamente considerati un prodotto della cultura, scagliandosi con tutto se stesso contro questi programmi che sono un pessimo esempio per la società.
Giustamente, cosa fa un fiero detrattore dei reality come lui??? Partecipa ad un reality, no!?

Però vi partecipa cercando di portare il suo prezioso contributo. Quando, infatti, si tratta di fare le nominations Alessandrone si rifiuta categoricamente di votare, sottolineando che a lui la nomination in segreto sa di delazione e che lui, che nella vita ha sempre giocato a carte scoperte, non si piega a questa dinamica perversa della delazione perchè è di cattivo esempio ai bambini che guardano da casa(.........).
Di qui parte un acceso dibattito Cecchi Paone vs. Ventura in cui Super-Simo ricorda ad Alessandrone che ha firmato un contratto e che sapeva benissimo quali fossero le dinamiche di gioco, quindi non è il caso di smaronare più del dovuto. Alessandrone risponde colpo su colpo, carico di un'alterigia che neanche un premio Nobel potrebbe avere.
Al che la Venturona (ammazza quant'è tanta quest'anno la Ventura) gli ricorda che: "La tua spocchia puoi mettertela da un'altra parte..." (Grande! Grande!). Alessandrona Nostra diventa isterica! Simona ha osato insultarlo. Simona ritratta, nega, spergiura, mente sapendo di mentire. Alla fine riescono ad estorcere un nome a quella specie di allocco parlante.

Io, nel frattempo, mi sono trasformato in un ultras e ho cominciato a intonare cori da stadio contro il barbagianni parlante: "BU-BUFFONE!-BU-BUFFONE!" "SCEEEMO-SCEEEMO!".

Ah, quasi dimenticavo. Quest'anno la nomination non si fa sulla lavagnAtta. Questa cosa mi ha lasciato profondamente sconvolto, in quanto io guardavo l'isola solo per sentire la Sventura dire "Cancella la LavagnAtta" e "Scrivi sulla LavagnAtta".
Quest'anno la produzione ha portato dall'Italia una specie di Ruota della Fortuna contenente tutte le foto dei concorrenti. La nominationSSS consiste nell'estrarre la foto del concorrente che si vuole eliminare a bruciarla su di un fuocherello. Quant'è fashion sta cosa! Mi fa tremendamente Giovanna D'Arco.

Ultima sfolgorante novità di quest'edizione sono i concorrenti non-vip. Hanno preso una manica di soggetti poco raccomandabili e hanno spedito sull'isola pure loro. Per il momento si trovano separati dai Vips ma dalla prossima settimana vivranno insieme ai Vips, teneramente fianco a fianco. Che culo!

Mi pare di aver avvistato uno bono tra i concorrenti non vip, staremo a vedere...
Ma poi, siamo sicuri che i non-vip li abbiano mandati davvero in Honduras? Non è che la produzione per risparmiare li ha dispersi in qualche bosco??
No, perchè il panorama dell' Honduras mi sembrava esattamente quello del posto in cui sono stato in campeggio quest'anno. Stesso fiumiciattolo, stessi massi, stessi alberi. Ecco, sì, mancavano solo le cacche di mucca.

E non era in Honduras... Era in provincia di Frosinone...

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 11:38 | link | commenti (6) | per la categoria tv
martedì, 18 settembre 2007
Born To Try

"Vivo un equilibrio instabile, colleziono illusioni, in questo mondo così labile, io sono le mie canzoni".

E' un verso di una canzone degli Stadio. Ho deciso che per un pò diventerà il mio motto.
Effettivamente in certi giorni rimanere in equilibrio è veramente difficile. Ma ci si riesce con dei piccoli o dei grandi sforzi. A volte, con dei magoni che si cerca in tutti i modi di celare, per non andare ad aggravare chi mi sta vicino di ulteriori carichi sulle spalle. Lo zaino in questi giorni è già fin troppo pesante.

E' vero. Colleziono illusioni. Mi chiedo fino a che punto questo sia un male. Tanto poi, alla fine, mi confronto comunque con la realtà, non mi sono costruito un mondo a parte piastrellato delle mie illusioni. E allora che male c'è a sognare un pò, a fantasticare un pò,  credere che tutto possa essere diverso?
Ricordo la scritta sulla maglietta di un mio amico: "Non stropicciatemi i sogni!".

Già, vi prego, non stropicciatemi i sogni. Tanto a spiegazzarsi ci pensano da soli. Quindi, finchè durano, lasciatemi pensare che siano veri e reali e che dureranno per sempre.

Sono strani giorni. Di notizie pesanti, difficili da digerire.

Ho avuto la conferma di ciò che già sapevo. Che quell'incontro fatto era l'ennesima illusione. E che non andremo da nessuna parte. O almeno, non c'andremo insieme.
E un pò mi dispiace, perchè era la prima persona a cui avevo dato fiducia dopo Tom, che avevo accettato di incontrare, che mi aveva stimolato. Che mi aveva suscitato un "lampo di vita", anche solo per un attimo.
E mi infastidisce terribilmente che abbia fatto tutto Lui. Che lui si sia messo e lui si sia tolto, come si dice dalle mie parti. Perchè per me, inizialmente, era solo una bella amicizia. E quando ho cominciato a vedere la cosa in una luce diversa è stato perchè Lui mi ha portato a credere che le cose si potessero vedere in modo diverso.
Ma non importa.
In fondo, una parte di me lo sapeva. Le analogia con il caso T. erano troppe. In fondo è colpa mia chè vado a scegliere sempre persone irrisolte. E poi stavolta non ho rimpianti, ho giocato a carte scoperte, quindi non ci sono scuse che reggano.

E poi c'è Zio che non sta bene, che ha il tumore. E Maria che sta in tensione per suo padre. Ma i medici sono molto ottimisti. E io prego che tutto vada per il meglio. Perchè Lui per me è come un secondo papà e Maria è molto più di una sorella.
E quindi Zio deve guarire. Assolutamente.
Come ha fatto mamma sette anni fa. Non ci sono scuse.

In questo sottotesto non proprio entusiasmante continuano le mie guide.
Non faccio proprio schifo. Apparte qualche manovra un pò spericolata, me la cavo.
Solo che quando mi ritrovo nel traffico selvatico mi viene una certa scacazza. Ma pare che ci farò l'abitudine.
E poi la Maestra è brava e paziente nonchè temeraria nel mettere al rischio la sua vita. Quindi, siamo a cavallo.

Oh, io ci provo. Ce la metto tutta. La mia parte la faccio. E poi, speriamo che pure la vita mi venga incontro.

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 10:53 | link | commenti (4) | per la categoria vita
venerdì, 14 settembre 2007
A proposito di Britney...

Premetto che non sono mai stato un fan adorante di Britney Spears.
Le sue canzoni sono orecchiabili e carine, da ballare quando hai voglia di fare un pò il deficiente. Ma nulla di più.
Ha una voce pressocchè inesistente. Sembra una bambina in un tombino quando canta.
Compensa la voce non propriamente da usignolo con una grande presenza scenica e delle indiscutibili doti nel ballo. Ha lanciato un modo di muoversi "alla Britney" che ha fatto proseliti tra nutrite schiere di ragazzine adolescenti dall'ormone impazzito e altrettanto nutrite schiere di froci adolescenti dall'anca esuberante.

E' carina, non bella a mio parere, ma carina. Debitamente pittata e aggiustata fa la sua figura.

Insomma, prima del disastro personale sta ragazza era diventata un'icona.
Poi vabbè, lo sappiamo tutti, le vicissitudini personali l'hanno fatta diventare un pò la caricatura di sè stessa.
I media poi, ci hanno messo del loro, riportando fedelmente ogni passo falso e ogni cazzata commessa dalla Nostra.

Insomma, la Britney si è ritrovata dal dorato mondo dello showbiz al centro di riabilitazione in un batter di ciglia finte.

Adesso, ha provato a ritornare sulle scene. Presentando in anteprima il suo nuovo singolo "Gimme More" agli MTV Video Music Awards.
L'avesse mai fatto. L'hanno massacrata.

Ne ho lette di tutti i colori. Che era una vacca grassa, che si era vestita da Intimissimi, che era ubriaca sul palco, che le ballerine la aiutavano a ricordare la coreografia, che era l'esibizione più brutta della storia della Tv e della Musica e ogni sorta di amenità.

Dopo svariate ricerche, sono riuscito finalmente a mettere gli occhi sul video dell'esibizione. Si tenta di censurarlo in tutti i modi, ma su Youtube per uno che viene tolto ne rispuntano altri dieci, tipo i capelli bianchi.
E francamente, io quest'esibizione non l'ho trovata poi così scandalosa.

 

Ok, vabbè non è al top.
E' ingrassata, c'ha la panza. E bisognerebbe fare causa a chi l'ha vestita così. Un pò perchè una è autorizzata a vestirsi così solo se sta andando a battere sulla statale... E perfino le nigeriane adottano criteri più selettivi per il loro abbigliamento.
Un pò perchè andava scelto un look che valorizzasse le forme di Miss Spears, non uno che mettesse in mostra pure i taralli che non ha.

Ha l'espressione un pò spaesata e va bene. Erano tre anni che non si esibiva. E non stava mica all'oratorio della parrocchia. C'era il mondo a guardarla, oltre a tutte le vipere vip del parterre.
Questo però mica vuol dire che era 'mbriaca. Cioè quale  decerebrata si presenterebbe a quello che dovrebbe essere il suo rilancio 'mbriaca??? Suvvia, siamo realisti.

Di viso è carina, il make-up artist ha fatto miracoli. Per i capelli hanno fatto quello che era possibile, visto che saranno ancora cortissimi.

Quanto al ballo, vabbè i passi sono tutti un pò marcati. Ma sarà pure un pò fuori allenamento. In più ci si è messo pure il tacco assassino che pare si sia rotto durante l'esibizione (che culo!). Che poi secondo me il tacco gliel'avrà sabotato una delle vipere vip del parterre.

Poi, qualcuno mi deve spiegare come facevano le ballerine a ricordarle la coreografia, visto che le ballerine stavano dietro di lei. Cos'è Britney aveva gli specchietti retrovisori montati sul costume o le ballerine avevano poteri telepatici e le chiamavano i passi della coreografia con il potere della mente? (Britney, senti questa vocina nel tuo cervello, sono io, la ballerina dietro di te, alza il braccio! ho detto, alza il braccio!).

Certo c'è da lavorare. Però, non so voi, ma io, signori miei, ho visto di peggio.

La verità è che aspettavano tutti di poterla distruggere. Et voilà, il piatto è servito.
Tanto ormai con la Spears si gioca al "Dagli all'untore!".

E poi, vi dirò, a me la canzone piace pure. E quando giro per strada la canto per solidarietà.

Che poi mi dicono che, durante l'esibizione, Paris Hilton se la ridesse.
Paris, ma che cazzo ti ridi??? Ma pensa alle tue disgrazie. Che almeno quella povera crista di Britney qualcosa nel mondo dello spettacolo la sa fare. Tu, apparte metterti di tre quarti davanti alla telecamera, ( e a novanta gradi dietro) che sai fare???

Ne riparliamo quando sarai capace di eseguire una qualunque coreografia elementare!

Aridatece Lori Del Santo... Almeno lei si sapeva mettere di 3/4...con un certo garbo...

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 11:57 | link | commenti (16) | per la categoria pensieri
mercoledì, 12 settembre 2007
Il Gioco dell' Impiccato

" E' una settimana che l'hanno trovato, impiccato, e solo io, che di lui non so più niente da molti anni, so perchè l'ha fatto. Così ora, invece di custodire un terribile segreto, ne custodisco due.

Non ha lasciato neppure un messaggio, e chi lo conosceva bene non capisce: cercano nella sua vita recente e nessun indizio rivela una ragione, anche la più insignificante, che possa averlo spinto a impiccarsi. Non mi sorprende: tutti mi hanno dimenticata, e quelli che si ricordano di me non hanno mai saputo la verità. Può darsi che qualcuno dei nostri vecchi amici si ricordi l'episodio dell'anello. Però a nessuno, mai, verrebbe in mente che una cosa successa così tanto tempo fa possa reclamare una vittima ora. Un'altra vittima, per essere precisi.
Non mi vergogno ad ammettere che mi ero quasi scordata di lui. Pensavo, senza pensare, che niente di quello che avrebbe fatto della sua vita potesse riguardare la mia. Ma la sua morte mi ha rivelato una cosa ovvia e sorprendente, come il rinculo di una pistola quando premi il grilletto: anche se me n'ero andata tanto lontano, anche se l'avevo abbandonato piena di rabbia e di paura, nelle valigie, tra i fazzoletti che non uso e lo spazzolino che dimentico sempre, c'era lui.
Nascosto, come una piega tra le pieghe di un pigiama di lino, non se ne è mai andato, come un sogno di quelli che non si ricordano al risveglio.
Perplessa, ho scoperto con la sua assenza quanto fosse presente. In tutti questi anni non ha smesso, neanche per un attimo, di essere il mio primo amore. faccio l'impossibile bilancio tra quello che si è portato via e quello che mi è rimasto di lui. E' una setimana che si è impiccato e io, che mi portavo addosso già un cadavere, ora ne porterò due. "

- Imma Tirbau, Il Gioco dell' Impiccato -

Bene, comincia la mia avventura al'interno della seconda edizione di Quorum, il reality blog di cui vi ho parlato nel post precedente e, dal momento che si tratta di un gioco, giochiamo.

Facciamo il gioco dell' impiccato?

Nella prima prova mi veniva chiesto di produrre un post nel quale avrei dovuto fare il nome di quattro avversari. Ma almeno il nome di uno di essi doveva rimanere segreto.

E mi sono lasciato ispirare dal libro di Imma Tirbau, "Il gioco dell'impiccato", i cui protagonisti comunicano tra di loro facendo questo gioco, per non farsi capire dal resto del mondo.

Sapete come funziona, no? C'è una frase o una parola da indovinare e chi ha il compito di indovinare sceglie una lettera dell'alfabeto. Se la lettera è contenuta nella parola da indovinare il boia mette le lettere nelle corrispodenti caselle.

Ma attenzione, se si sbaglia per troppe volte, si finisce impiccati, senza arrivare alla soluzione.

Vi va di giocare???
Indicatemi una lettera nei commenti. Se c'è, la aggiungerò. Se non c'è, aggiungerò un pezzo all'impiccato. Non appena pensate di essere giunti alla soluzione mandatemi un messaggio privato, vi rivelerò se è quella giusta.

 

La Frase da indovinare è questa:

SO _ _ A RE    A  BOCCA   APERTA    

SE _ _ A   R  _ _ _ _C_ A RE 

E' composta da sei parole.

 

 

Buon divertimento!!!

NB. Ogni commentatore potrà richiedere UNA ed una sola lettera. Quindi, scegliete bene...

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 12:16 | link | commenti (23) | per la categoria quorum
martedì, 11 settembre 2007
I Drove All Night

Di ritorno dalla "Notte Bianca" di Roma, mi ritrovo qui a dirmi che forse è ora di aggiornarlo questo blog che ormai siamo fermi da un bel pò di tempo.

La due giorni romana è stata bellissima e faticosissima. Ho visto tanta di quell'arte che per poco non mi usciva dalle orecchie.
Le mie gambe e i miei piedi stavano per avere un cedimento strutturale.
Io e Mavè come al solito ci siamo trasformati in un misto tra due barboni e due punkabbestia. Passare 48 ore per strada mantenendo una certa "allure" è veramente difficile.
Abbiamo deciso che, se l'anno prossimo ci torniamo, ci portiamo appresso il mio cane perchè per completare il quadro del Punkabbestia il cane ci vuole.
Quest'anno siamo perfino stati sul Ponte Milvio a mettere il lucchetto e tutti pensavano che fossimo fidanzati. E lei che si emozionava tutta e faceva "No, no... siamo amici!". E si metteva a dare spiegazioni agli ambulanti che vendevano i lucchetti. E io che facevo "Ma non stare a dare tutte ste spiegazioni alla gente... Saranno pure fatti nostri!".
Noi il lucchetto ce lo eravamo portati da casa. Ed è il più bello del Ponte Milvio, modestamente.

Ci siamo pure sorbiti il concerto degli "Zero Assoluto" che più che un concerto pareva un programma radiofonico perchè loro parlavano tutti impostati. E poi gridavano in continuazione "Romaaaaaaaa", senza alcun rispetto per noi che cercavamo di dormire.
Le canzoni erano tutte uguali. E le voci erano veramente deboli. Ho avuto un sussulto solo su "Semplicemente" perchè quella canzone è legata veramente ad un sacco di ricordi ed emozioni. Su "Sveglarsi la mattina", la piccola Mavè mi si è svegliata e ci siamo messi pure a cantare.
C'era persino una grezza che faceva la parte di Nelly Furtado.Non si poteva sentire.

Comunque gli Zeri hanno proprio un vasto seguito. Sarà che giocavano in casa ma c'erano un sacco di fanciulli che "cantavano" le loro canzoni a squarciagola... e sapevano perfino tutte le parole. Da non crederci!!!
Io, oltre alle canzoni, mi dovevo pure sorbire gli sfoghi di una coatta romana che parlava con una sua amica. Il suo ragazzo l'aveva mollata e lei era un continuo "Scioè, io sto mmmale". Un pò la invidiavo pure per il candore con cui diceva che stava male. Anche se, secondo me, non stava male neanche un pò.

Stavamo messi peggio noi, che puzzavamo come due capre tibetane.
Comunque a me la gente di Roma piace troppo. E' così alla mano, così disponibile. Li fermi per chiedere un'informazione e loro subito attaccano bottone... fantastici!!

Vabbè, questo Settembre si apre con due novità.

Novità numero uno. Partecipo ad un reality blog. Se volete saperne di più cliccate qui .

Novità numero due: Signori miei, mettetevi al riparo. Ho la macchina. Finalmente, dopo anni di attesa, è arrivata.
E' una 500. no, no. Non quella nuova. Ma nemmeno quella vecchia. Quella dell'era di mezzo.
E' di una bellissima sfumatura di blu.
Dovrò imparare di nuovo a guidare, perchè nel frattempo ho dimenticato. Ma comunque presto sarò "On te road".
Evvaiii. E' finita la schiavitù dei passaggi.
Sono felice come una Pasqua. Chissà quanti danni combinerò.

E voi??? Novità???

NOTA BENE: il resoconto della due giorni è molto parziale e ho omesso volontariamente un sacco di cose che sono successe.
Ma siccome so che sei un pò permalosetto e che a certe cose ci tieni, rimedio.

Quindi, che si sappia, a Roma ho incontrato anche il mio fido amico Giuseppe che si trovava anche lui al concerto degli Zeri ,scortato da due fashionissime guardie del corpo.
Ci siamo visti dopo il concerto, quando io ero vestito da abominevole uomo delle Nevi.
Così non pensi che non l'ho scritto perchè per me non sei importante. E non dire che non ti voglio bene, ok???

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 13:46 | link | commenti (2) | per la categoria vita
sabato, 18 agosto 2007
Di quella volta che andammo al concerto di Elisa...

A causa di una di quelle associazioni di pensiero che solo nella mia mente si possono creare, ieri sono andato a ripescare dal vortice dei ricordi la mitica Neja, cantante disco dal colore di capelli fiammeggiante.
In particolare, mi sono fatto un'endovenosa di "Fairytale", singolo che qualche anno fa ha spopolato.

C'è un verso della canzone che mi piace, nonostante sia una canzone da Dischiteca (come diceva quel truzzone che abbiamo conosciuto giorni fa sulla spiaggia: "io lavoro alla Dischiteca!!!"), dicevo c'è un verso che mi piace molto: "...open your dreams that will come true".

Eh sì, a volte i sogni basta aprirli un pò, spiegarli come fossero lenzuola stese al sole e diventano reali.
Non sempre, a dire il vero. Ma qualche volta succede. Qualche volta basta condividere un sogno con la persona giusta e quel sogno di materializza.
Con un pò di impegno.

Ho aggiunto un altro pezzettino di cielo nel puzzle della mia vita.
Ci pensate? La vita è come un puzzle. Solo che qualcuno ha buttato la scatola su cui era riprodotto il disegno da comporre, quindi bisogna ingegnarsi. 
Magari non proprio tutte le tesserine sono belle, certe hanno proprio dei colori orribili e fanno paura.
Però ci sono anche le tesserine che vanno a comporre il cielo e quelle sono splendide e una sola tesserina può anche ripagare la fatica e la delusione di aver collezionato tanti pezzi dai colori orribili.

Sono stato al concerto di Elisa.
Mi rendo conto che per molti un concerto è soltanto un concerto. Per me no, o almeno non sempre.
Per me, l'incontro con gli artisti che ho sempre amato, il piacere di vederli esibire dal vivo, la sensazione di diventare parte integrante della loro musica sono un concentrato di emozioni molto intense e importanti.
Magari non per molti è così. Ma a me capita.

E il 16 agosto è stata la volta di Elisa. Un'artista che ho amato sin dalla sua prima canzone, "Labirynth" e che poi ho seguito passo passo. O forse lei ha seguito me, accompagnando la mia vita con un sottofondo di note e parole prezioso come un ricamo fatto a mano.
E poi Elisa e le sue canzoni mi hanno accompagnato anche nell'incontro con persone molto importanti, che comunque hanno condizionato la mia esistenza.
Inevitabile, quindi, che essere presente ad un concerto di Elisa fosse un piccolo-grande sogno da realizzare.

E quindi, quando ho letto di Elisa a Barletta, a due passi da casa mia, ho attivato i neuroni residui in funzione dell'evento.
E, questa volta, sono stato fortunato. Perchè ho trovato il fido Jay disposto a seguirmi nell'impresa e a mettere in moto le sue risorse amicali e parentali per giungere in quel del Fossato del Castello Svevo di Barletta per assistere allo spettacolo.

Dopo le iniziali sfighe (i biglietti non si trovavano e i box office dell'universo erano tutti in ferie), tutto è andato per il verso giusto.

E così i quattro moschettieri, Jay-Giammy-Marianna-Roberta, sono partiti alla volta del Castello, armati dell'aggeggio fallico che veniva brandito come una lancia contro chiunque ostacolasse il nostro cammino.

Io ero più svagato del solito. A metà percorso mi sono ricordato che avevo lasciato i biglietti in macchina di Marianna. Così, mentre le donzelle sono andate in avanscoperta per prendere i posti, io e Giuseppe siamo tornati alla macchina.
Giuseppe, giustamente, mi apostrofava con un "Devi morire!" ma una passante mi ha difeso a spada tratta, dicendo che sarebbe stato un peccato che io morissi perchè ero ancora così giovane.
Io ero tutto contento perchè, perfino una sconosciuta, si era presa la briga di difendere la mia esistenza. So' soddisfazioni.

Ritornati al castello, le fanciulle avevano già ocupato i posti a sedere. Non ci rimaneva che attendere l'inizio del concerto.
Nel frattempo ci siamo deliziati cospargendoci di Autan (che ovviamente avevo portato io), facendo foto cazzone, dicendo stronzate di ogni tipo, partecipando a concorsi a premio truccati, acquistando schede vodafone tarocche e poi, io e la comare Jay, abbiamo passato al setaccio ogni individuo di sesso maschile presente nel raggio di un chilometro.

Dopo una serie di fuochi d'artificio, Elisa è comparsa sul palco, preannunciata dal canto dei grilli, sulle note di "Beautiful Night".
La cornice del Castello era davvero suggestiva. Rendeva tutto un pò più magico.
Elisa era vestita tutta di bianco e sembrava un pò anche lei una creatura fiabesca. 
Ha infilato una dopo l'altra molte delle sue canzoni, intercalandole con pochissime parole. Solo qualche "Grazie" e "Come state? State bene?".
In fondo, quando la musica e i testi sono belli non hanno bisogno di molte presentazioni. Si presentano benissimo da soli. Non c'è bisogno di infiocchettarli con le parole leziose.

Elisa è bravissima. Ha una voce spettacolare, una tecnica e un'espressività incredibili. Ti accarezza con la voce. Te la immagini al tuo fianco, quando sei spaventato, che ti canta una ninna nanna.

"Swan", "Rock your soul", "Una poesia anche per te", "Eppure sentire", "The waves"... solo per citarne alcune.

Dopo la prima parte molto acustica con degli arrangiamenti di archi fantastici lei è uscita dal palco un attimo per poi ricomparire.
E sono partite le note di "Stay".
Era come se ci fosse stato un tacito accordo tra tutti i presenti. Siamo scattati tutti in piedi. Io e Giuseppe ci siamo presi la mano e abbiamo cominciato a saltare e a ballare.
E, fino alla fine del concerto, nessuno si è più seduto. Si è continuato a ballare, a battere le mani, ad alzare le braccia al cielo, a cantare a squarciagola.

E' stato bellissimo. Eravamo tanti. Non ci si conosceva. Ma io mi sentivo straordinariamente unito a tutte quelle persone, c'era un battito comune, una vibrazione positiva che univa tutti in un unico accordo.
Ed era bello. Era puro. Era primordiale.
Era sentirsi solo energia ed emozione. Senza altri pensieri, senza sovrastrutture.

Poi Elisa è tornata per il bis e ci ha regalato "Luce" preceduta da un lunghissimo "Miii..." che sembrava un mantra e mi faceva venire i brividi e, poi, ha concluso rendendo omaggio a Mia Martini con "Almeno tu nell'universo".
Su questa canzone noi quattro ci siamo spinti così avanti, facendoci largo tra la folla, che siamo arrivati a pochi metri dal palco.
Elisa era così vicina che quasi la si poteva sfiorare. E la sua voce e i suoi acuti erano davvero da brivido.
Sarei stato lì ancora ore a sentirla cantare.

Solo musica, niente dolore.

Finito il concerto, siamo andati a recuperare la macchina e siamo tornati a "casa", non prima però di aver preso un bel gelato.
Le amiche di Jay erano molto simpatiche e alla mano e mi sono sentito molto a mio agio con loro.
Per quella notte casa mia è stata casa di Giuseppe. Ho dormito da Lui.

Ovviamente, prima di andare a dormire, abbiamo fatto la riunione del "Club della maglia" e ci siamo messi a pettegolare, a raccontare le nostre cose, a sparare le solite cazate e a commentare i video di MTV e All Music e gli immancabili capelli di Jessica Alba.

Io ho dormito benissimo malgrado le minacce di Jay che sosteneva che se avessi tenuto le imposte della finestra aperte sarebbe arrivato l'Uomo Falena e mi avrebbe rubato il lucidalabbra al lampone.
Infatti, quando mi è venuto a svegliare alle 9.30, mi sono pentito di avergli detto che io mi alzo sempre prestissimo anche quando vado a dormire tardissimo.
Tra l'altro, avevo sognato per tutta la notte gatti che si arrampicavano sul palazzo di casa sua e poi scendevano e poi risalivano e così via.
Ciò è un segno evidente del fatto che anche il mio inconscio sta diventando Gattara Pazza.

Abbiamo fatto colazione, poi sono arrivati i suoi genitori mentre io cominciavo a pensare che fossero delle entità e non delle persone fisiche, dal momento che non si erano prodotti in nessun tipo di rumore mattutino, cosa inimmaginabile dal mio punto di vista, visto che sono abituato a svegliarmi tra le urla di mia madre e mia nonna. Dopo aver constatato che erano lì in carne e ossa, sono partite le presentazioni. Io ho tirato fuori il cinquantenne che è in me e ho cominciato a disquisire con i genitori di Giuseppe degli anni '70, dei giovani di oggi, dell'incapacità dei giovani di oggi di usare carta e penna.

Sembravamo la sezione staccata dei combattenti.

Comunque, vabbè, i suoi genitori sono veramente due persone simpatiche e gentili.

Il tempo di fare qualche altra chiacchiera, vedere qualche foto, preparasi ad uscire. Poi Giuseppe mi ha accompagnato in stazione e sono tornato a casa.

Lì ad attendermi c'erano i problemi di sempre.
Mia nonna che aveva cucinato la pasta un'ora e mezza prima e mio padre che se ne frega se il mondo cade, tanto lui si sposta.
Ma io non ho sclerato, non mi sono incazzato.

Ho preso tutto con una calma serafica ed un sorriso.
Sarà merito del mio nuovo taglio da monaco buddista o forse sarà il fatto che ero veramente felice.

 

 

P. S. Quanto eri bello quando eri batuffolo!!!

P.S. 2: Ma pare così strano che due ragazzi Gay siano soltanto amici??? Io e Giuseppe siamo amici, quindi non scopiamo... Che sia chiaro!!! : D

 

 

Scritto in un momento di pazzia da: giammy alle ore 12:23 | link | commenti (18) | per la categoria musica, vita
mercoledì, 15 agosto 2007
Arrapato a zero

Qualcuno mi chiedeva nei commenti "Ma non ti eri fidanzato???".
No, non mi ero.
Avevo cominciato un'amichevole frequentazione con una persona che poi ...puff... è sparita nel vento. Un pò come Juliette Binoche in "Chocolat" che appariva misteriosamente con il vento del Nord e, altrettanto misteriosamente, spariva quando il vento